Marcello Fois. Paolo e Pietro

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Marcello Fois
Pietro e Paolo 

Inseparabili fin da piccoli, Pietro, figlio di servi e Paolo, figlio di signori, crescono tra i campi di una Sardegna selvaggia e incontaminata, quella dei primi anni venti del Novecento, quelli precedenti e di poco successivi al primo conflitto mondiale.
Pietro è quello forte, abituato al lavoro e ai sacrifici e Paolo quello che deve essere protetto perché “Signore” e fragile.

Sono coetanei e a dispetto della loro diversa estrazione sociale coltivano, crescendo insieme, una bella amicizia. Pietro custodisce il sapere antico, quello della terra, della conoscenza della flora e della fauna, Paolo gode del privilegio di poter frequentare la scuola e accedere al sapere , quello della scrittura e della lettura.

I due bambini scambiano i loro saperi, li barattano, li intrecciano arricchendosi così di un sapere più completo e traendone giovamento entrambi.
La guerra non guarda in faccia nessuno e quando Paolo viene chiamato alle armi, per una promessa che sa di patto di sangue, anche Pietro deve arruolarsi come volontario.
Dovrà guardare le spalle al suo amico, proteggerlo e sorvegliarlo a vista.
Ma la guerra detta regole diverse.
Nessuno le decide e nessuno le prevede.
La cosa certa è che da quel momento le loro vite cambieranno, come cambieranno quelle delle loro famiglie in Sardegna.

I capitoli sono numerati dal sedici allo zero e procedono come un conto alla rovescia verso il momento finale, passato e presente si alternano. Il linguaggio di Fois è sempre evocativo, denso, carico di simboli e metafore, mirato sul significato delle cose.
È scritto in modo impeccabile, le descrizioni dei luoghi con una precisione che sembra di essere lì.
La descrizione dei personaggi e la capacità di entrare così bene nella loro psicologia è tale che sembra di conoscerli. Una vasta descrizione di flora e fauna da incanto completano il tutto.

È un romanzo che mi è piaciuto molto, un romanzo che rimanda a tante riflessioni, in primis quelle sull’amicizia.

Anna