Magari domani resto, di Lorenzo Marone. Recensione di Antonella Gagliardo

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Magari domani resto

Lorenzo Marone

Narratori Feltrinelli

314 pp.

 

Luce è un avvocato di trentacinque anni che vive nei quartieri spagnoli di Napoli. Ha un passato doloroso alle spalle, segnato dall’abbandono del padre, figura amata e odiata al contempo.

“ E’ che bisogna sedersi a tavola con il dolore almeno una volta nel corso dell’esistenza se si vuol entrare a far parte della ristretta cerchia di esseri umani “

Vive con il suo cane Alleria, Cane Superiore, dopo essere stata lasciata dal suo ragazzo incapace di assumersi la responsabilità di un futuro insieme, e va a trovare di tanto in tanto la sua mamma, un po’ chiusa nelle sue convinzioni e un po’ infelice, che non fa altro che danneggiare ulteriormente l’equilibrio già precario di Luce.

Si rifugia spesso dal suo vicino di casa, Vittorio, un anziano musicista, imprigionato un po’ dalla malinconia , un po’ dalla sua sedia a rotelle, capace però ancora di dare tanto conforto e tanto affetto.

Marone ci fa conoscere una ragazza forte nella sua fragilità, che non si sente bella ma che piace, che pensa di non amare i bambini ma che li ama profondamente , che non crede più all’amore ma lo trova quasi come se ci inciampasse dentro, che lavora per i “ furbi” , tutelando però gli interessi della gente semplice, quella che vive la vita senza alcuna strategia.

Un’eroina, un po’ moderna, un po’ antica, maschio e femmina insieme che affronterà una vicenda “lavorativa” non semplice con un coraggio fuori dal comune che la costringerà a fare, nel medesimo tempo, i conti con se stessa , mettendosi in gioco come mai prima d’ora.

“E’ che forse gli altri si accorgono di quando riesci a mettere un po’ di forza negli occhi e allora si avvicinano per capire se ce n’è un pizzico anche per loro”.

 

Difatti, dopo mille traversie Luce, viene assunta dallo studio legale di Arminio Geronimo , uomo cinico e senza scrupoli che le affiderà un caso molto delicato. Luce dovrà infatti giudicare se Carmen Bonavita, separata dal marito, è o meno una buona madre per suo figlio Kevin, un bambino di sette anni che inevitabilmente patisce la disputa tra i suoi genitori.

Da questa vicenda si apre una storia che susciterà nel lettore una profonda commozione e un’intensa ammirazione per una ragazza che dimostrerà quanto i valori di una volta, quelli veri, quelli forti possano ancora, se non cambiarlo, migliorarlo, questo mondo che sembra un po’ andare alla deriva .

Luce stessa, Luce di notte, sarà travolta da tutte le emozioni che segneranno ogni suo passo e scoprirà che la vita può essere , a tratti, anche bella.

“ Qualche volta capita che rientri in casa con uno sbadiglio, ti lavi odiando la tua immagine riflessa nello specchio, ti spogli imprecando sottovoce, per l’ennesima giornata sprecata e poi, proprio quando sei li pronta ad accusare la tua vita, fosse anche per un solo istante, succede qualcosa di inaspettato, una bolla di bellezza che scoppia a un metro da te e ti irradia il viso, e ti porta a credere ancora per un altro po’, fino al prossimo sbadiglio, che non basteranno tutte le rotture di cazzo, i dolori e le ingiustizie del mondo per farti smettere di amare la tua piccola e a volte noiosa esistenza. Mai.”

Libro meraviglioso!!

Antonella Gagliardo