Macbeth e la profezia che si autoavvera

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“Salve Macbeth, salve a te che sarai Re”.Macbeth e la profezia che si autoavvera.

di Alice Annibali

Dopo la battaglia appena affrontata e vinta sui terreni della Scozia, Macbeth, guerriero valoroso, e fino ad allora fedele servo del proprio Re, vivrà un incontro che risulterà determinante per la sua vicenda.
L’opera di Macbeth si apre appunto con la presenza di tre misteriose figure che pronunciano frasi simboliche ed arcani incantesimi, sono le tre streghe che, incontrando il guerriero, lo salutano come signore di Glamis, di Cawdor e futuro re di Scozia.

“Salve a te, Macbeth, Thane di Glamis!”
“Salve a te, Macbeth, Thane di Cawdor!”
“Salve Macbeth, salve a te che sarai Re!”
Le tre Streghe

Macbeth, è infatti già signore di Glamis, titolo ereditato dal padre, ed è solo dopo l’incontro con le streghe che apprende di essere diventato anche signore di Cawdor, il nobile che governava su quelle terre è stato infatti condannato per tradimento e il Re decide di assegnarne i terreni a Macbeth, come ricompensa per la sua vittoria in battaglia.

E’ l’appellativo di Re a generare in lui un’enorme sorpresa, ad invaderne la mente di bramosi pensieri. Per quale motivo proprio lui dovrebbe diventare re di Scozia?
Essendosi rivelate vere le prime due frasi pronunciate dalle streghe, l’uomo comincia a considerare questa possibilità come una reale aspirazione.
Manda notizia dell’incontro con le streghe a sua moglie, Lady Macbeth, ed è con questo atto che il meccanismo della profezia che si autoavvera comincia a prendere forma.
Sarà cruciale infatti l’incalzante lavoro di convinzione operato dalla perfida Lady Macbeth sul devoto marito che si macchierà di sangue mani e coscienza per garantire che la profezia si avveri.

“Appari come il fiore innocente, ma sii la serpe che si nasconde sotto”.
Lady Macbeth

Quello che ha luogo nel Macbeth è uno dei meccanismi più affascinanti su cui la psicologia umana cammina, si tratta della profezia che si autodetermina e viene definita come una previsione che si realizza per il solo fatto di essere stata espressa.
Predizione ed evento sono in un rapporto circolare, secondo il quale la predizione genera l’evento e l’evento verifica la predizione.
La “profezia” riguarda una convinzione, ritenuta vera o assai probabile che si manifesta nella realtà. Il fatto che accada realmente tende a confermare che la credenza che l’ha generata sia conseguentemente corretta.
E’ proprio attraverso il comportamento che ci si convince che la credenza sia esatta e la si rende viva e reale tramite il gesto concreto.
Questo è ciò che avviene nel momento in cui ci affidiamo alla convinzione del certo adempiersi di avvenimenti futuri, il comportamento si altera così da finire per causare gli stessi eventi.

E’ possibile che in Macbeth le profezie delle streghe ne siano lo specchio dei desideri.
In fondo, l’uomo avrebbe potuto lasciar agire il destino, convinto che la predizione si sarebbe in qualche modo realizzata, semplicemente, senza il suo intervento.
Macbeth, regolandosi in base a quanto appreso dalla predizione, fa invece in modo che essa si avveri per sua mano, uccidendo così il Re per sostituirlo.

L’esempio della tragedia del Macbeth riporta il meccanismo che si innesca quando una credenza, un’asserzione, un condizionamento esterno agiscono nella mente umana, facendo leva sull’aspettativa di realizzazione, portando, chi ne subisce il condizionamento a realizzarla.
Si tratta di un meccanismo che applicato alla vita quotidiana, trova, non di rado attuazione. Pensiamo, ad un condizionamento che potrebbe derivarci dal cogliere un consiglio di qualcuno, avvicinandoci al Macbeth, le parole di chi sente di poter leggere il nostro futuro, se siamo convinti che quelle parole si realizzeranno, probabilmente innescheremo un meccanismo atto proprio a condurci al fine declamato.
La spinta può essere “positiva”, portarci dunque a dei risultati positivi per la nostra vita, ma a volte può portare conseguenze negative.
La stessa tragedia narra, passo passo, di come Macbeth si muoverà dritto verso la sua rovina.
Macbeth ci offre la visione di come un convincimento che si istilla nella nostra mente possa essere così forte e determinante da autogenerarsi, e dunque verificarsi.
E’ bene sapere che ogni qual volta ci convinciamo, sia in maniera autonoma oppure condizionati dall’esterno, la profezia che visualizziamo potrebbe avverarsi proprio grazie ai meccanismi che noi stessi poniamo in atto.
Attenzione quindi a ciò in cui scegliamo di credere, Macbeth docet!