L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono. Recensione a cura di Monica Pasero

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“Perché la personalità di un uomo riveli qualità veramente eccezionali, bisogna aver la fortuna di poter osservare la sua azione nel corso di lungi anni . Se tale azione è priva di ogni egoismo, se l’idea che la dirige è di una generosità senza pari, se con assoluta certezza non ha mai ricercato alcuna ricompensa e per di più ha lasciato sul mondo tracce visibili ci troviamo allora, senza rischio d’errore, di fronte a una personalità indimenticabile.”

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Nei piccoli libri spesso vi sono grandi messaggi, in poche e ricche pagine l’autore ci conduce in una narrazione dai grandi significati  in cui l’essenza umana emerge  forte in tutta la sua interezza, portando innanzi a noi un esempio  di come la perseveranza, la fiducia nel cielo e in madre terra possano portare l’uomo a grandi cose.  L’esistenza  non dovrebbe essere mai  fine a se stessa, ma lasciare un solco, un’impronta al futuro.  In queste pagine  la ricchezza cambia prospettiva: un sacco  colmo di ghiande diviene oro prezioso  per  un uomo, il suo cammino solitario e il suo grande sogno: rimboscare terre ormai deserte. Le radici del suo cuore  la sua forza  s’inerpicheranno ovunque e con  perizia certosina, ogni suo giorno sarà dedicato al suo scopo…  Potremmo paragonare queste terre aride all’animo umano spesso privo di fioritura,  colpito dall’egoismo, dalla materialità, dimentico dei semi  a lui donati e poi la guida, la via  che in lui smuove l’anima, solca la sua terra  dormiente,  ridandone  vita rigogliosa  al cammino. Ambientato  in epoche  lontane, in anni di guerra e stenti, nasce questa narrazione ove  l’albero diviene simbolo di rinascita.  Un piccolo seme che solca il terreno e riporta vita  e fertilità non solo in quelle terre, ma anche nel cuore e negli animi di chi ha compreso il valore  della Terra e della  sua rinascita.

Consigliatissimo.