Lotteria cinese e polarità inverse

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LOTTERIA CINESE E POLARITA’ INVERSE

Dieci ore e 28 minuti scorrono in auto tra Wuhan e Wenzhou, 847,3 km.
Wenzhou è una città portuale, è la patria antenata dei concittadini cinesi che sono sparsi, un po’ ovunque in Italia. Si stende placida, ricca e stretta nello Zhejiang meridionale. Ha vissuto tempi difficili Wenzhou, la sua provincia ora rigogliosa e moderna, è una delle più ricche di tutta la Cina.

Mezzo secolo fa l’area meridionale dello Zhejiang non era altro che terra agricola costellata qua e là da piccoli villaggi rurali. Wenzhou era un territorio montano, con scarse terre coltivabili, povero estremamente, al punto da costringere i suoi abitanti a cercare fuga e speranza via mare. Certo non deve essere stato facile per persone per lo più analfabete, legate alle tradizioni della terra, contadine e ben radicate nella cultura e nella famiglia prendere il largo, sradicarsi. Ma tant’è, quando la scelta non c’è..

I Wenzhouren approdarono massicciamente in Italia negli anni ottanta, quando le politiche economiche favorivano le opportunità imprenditoriali personali; quando il tessuto industriale rimaneva caratterizzato da piccole e medie imprese a conduzione per lo più familiare. Tentarono la fortuna prevalentemente nel nord Italia fino alla Toscana ed Emilia Romagna.Tentarono la fortuna con pochi soldi, tanta manovalanza, tenacia, disponibilità al lavoro ad oltranza. La strada dell’imprenditoria di famiglia apparve fattibile, vincente. Nacquero le prime piccole imprese legate al commercio, alla manifattura e alla ristorazione. Parente dopo parente, famiglia dopo famiglia, un passavoce silenzioso ha spostato comunità rurali, forse chiuse ai nostri occhi, forse timide o semplicemente provenienti da uno stato centrale poco democratico e noncurante. E del resto …chi partecipa alla vita collettiva quando sa di non contare nulla?

Dopo un lungo viaggio le sementi hanno trovato una terra fertile per radicarsi, chiamata 意大利 Yi-Da-Li. Yi è un carattere composto, disegna un tetto di una casa, riparo del sole e del cuore, Da, Li. L’ideogramma esprime tre emblemi: casa, sole, cuore. Yidali: Italia.
In Cina la parola Wenzhouren negli anni novanta, assume un doppio significato: abitante di Wenzhou e persona dalla spiccata volontà imprenditoriale; il cui successo commerciale ha ispirato un modello di sviluppo, detto ‘modello Wenzhou’ emulato da molte piccole realtà rurali cinesi, tanto famoso da diventare soggetto di una serie cinese ambientata a Prato.

Ai Wenzhouren che oggi rappresentano il 90% dei Cinesi in Italia, si sono via via affiancate famiglie provenienti dalle altre parti dello Zhejiang, dalle limitrofe provincie Fujian, e Jangiu e infine della Manciuria (OIM 2009). Rimini in particolare si gemella con Yangzhou, ( provincia Jiangsu). E’ una città antica che nel medioevo ospitava una colonia mercantile veneziana; forse governata politicamente, o controllata nella gestione delle sue saline, da Marco Polo, con diretto mandato del sovrano Qubilay Khan. Da essa proviene il riso saltato, erroneamente chiamato Cantonese, conosciuto in Cina col nome di “riso alla Yangzhou”.

E il fattor comune è uno, sono tutte famiglie di slancio: sia migrante che imprenditoriale, con una spiccata tendenza a formare comunità. Hanno creato e continuano a creare reti relazionali che favoriscono il successo imprenditoriale e che, come nelle modalità agricole rurali, intrecciano dimore ed attività economiche in un tutt’uno su cui si innestano i nuclei familiari estesi. Ecco l’origine, quasi assiomatica, dei quartieri chinatown delle grandi città, propulse dalle stesse premesse di una casa colonica romagnola o di una diramata famiglia siciliana.

Dieci ore e 28 minuti scorrono in auto tra Wuhan e Wenzhou, 847,3 km.
Sette ore e due minuti scorrono in auto tra Wuhan e Yangzhou, 615,2 km. Wenzhou, Yangzhou neppure in aereo si intrecciano a Wuhan. I nostri Cinesi possono contare in voli diretti dalla loro costa alla nostra costa. Perlomeno fina quando il coronavirus non ha sbarrato e sparapigliato le rotte. Chiuse quelle che collegavano Wuhan via Russia o via Pechino all’Europa, e quelle della costa manciuriana neonate e dirette, ora tutte tendono a far capo a Pechino.

Wuhan è la capitale della provincia di Hubei, posizionata in una zona più centrale della Cina, terra di risorse siderurgiche come il ferro e di industrie dell’acciaio, risorta da poco come megalopoli produttiva nel settore automobilistico, farmaceutico e della bioingegneria. Centro nevralgico che sostiene il Pil, è considerato il centro economico centrale della Cina. Il biglietto vincente qui se lo giocano gli intraprendenti e solitari espatriati che –cosmopoliti- trovano opportunità nei settori dell’informatica, della biotecnologia, della ricerca, della petrolchimica, dell’ottica e dell’elettronica.

Anche l’industria automobilistica mondiale qui ha fatto bingo, sfruttando manodopera e filiere annesse impensabili. Insomma, tutt’altra storia…
Un polo di sbarco tradizionale famigliare costiero verso l’Italia, un polo attrattore europeo verso la continentale Wuhan bussiness core del secondo e terzo settore e che per sorte si affiancano paralleli nel Nord-Est produttivo italiano. Persone in movimento tra oriente e occidente, Europei e Cinesi, ricchi e poveri, salvati e dannati..Ecco come il coronavirus plausibilmente e terribilmente segue la via nostra del pregiudizio. Chissà invece che non si trasformi in altro, che non ci costringa a vedere senza mascherina meglio chi noi siamo.

*78.766 casi di contagiati da covid-19 in Cina (al 23 Febbraio 2020, fonte Repubblica) 241 casi di contagio a Wenzhou su 3 milioni di abitanti  (al 2 Febbraio 2020, quando è scattata la quarantena e sono state bloccate le vie di contatto con le altre citta tra cui Wuhan, fonte Fanpage).

Mariaelena F.

Bibliografia:
edizione 2018 dei Rapporti nazionali sulla presenza in Italia delle principali Comunità straniere, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
OIM, 2009

Anna Marsden 57/2011 quaderni di sociologia ‘Imprenditoria cinese in Italia e processi di integrazione sociale’
magazine Cina in Italia , dati Instat