L’oro di Giovanni

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L’oro di Giovanni. Il restauro della Croce di Mercatello e il Trecento riminese

Mostra dedicata a Giovanni da Rimini, Maestro del Trecento a cura di Daniele Benati e Alessandro Giovanardi.

Info: Telefono: 0541 351611

E-mail: segreteria@fondcarim .it

Sito: Visita il sito web

Località: Palazzo Buonadrata, Corso d’Augusto, 62 Rimini centro storico.

La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e da Soroptimist Rimini, è organizzata dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose A. Marvelli ed è curata dai professori Daniele Benati ed Alessandro Giovanardi.

Protagonista è la maestosa e antica croce della chiesa di San Francesco a Mercatello, unica opera datata e firmata dal capostipite della Scuola Riminese del Trecento, stagione gloriosa, quanto breve della pittura italiana medioevale.

L’occasione del suo restauro ha reso possibile il  temporaneo ritorno dell’opera, nella città natale del pittore, dove non era più stata esposta dal 1935, anno della prima grande mostra sul Trecento riminese curata da Cesare Brandi. La croce, reduce dal restauro, sarà infatti nuovamente a Rimini dopo 86 anni, insieme ad altre cinque opere che completano l’esposizione.

La mostra pone a confronto le croci di Giovanni presenti sul territorio italiano. All’opera di Mercatello si affianca l’importante croce dipinta della chiesa di San Lorenzo a Talamello e il più piccolo crocifisso “Diotallevi” dei Musei Comunali di Rimini, la croce sagomata dell’Antiquario Moretti di Firenze, il crocifisso Spina del maestro di Montefiore e la testa di Giuliano da Rimini, questi due ultimi di proprietà della Fondazione stessa e in deposito nei Musei Comunali.

Tutti i giorni sono previste visite guidate gratuite alle 16.00 e alle 17.00. Nei giorni festivi visite guidate alle 11.00, alle 16.00 e alle 17.00 previa prenotazione (www.artecultura-fondcarim.it – 0541.351611). Posti disponibili fino ad esaurimento nel rispetto delle normative anti Covid.

Periodo di svolgimentoda sabato 18 settembre a domenica 7 novembre 2021

Orario: dalle 10.30 alle 18.30

Ingresso: gratuito

RIEPILOGO DELLE OPERE IN MOSTRA

  • Giovanni da Rimini (not. 1292-1309/14) Crocifissione, 1309 o 1314, tempera e oro su tavola, 300 x 227 cm., Mercatello sul Metauro (PU), Chiesa di San Francesco.
    È la più integra e grande crocifissione su tavola di Giovanni, l’unica firmata e datata.

È stata realizzata per frate Tobaldo, padre francescano che la fece eseguire per la Chiesa conventuale dell’Ordine a Mercatello. Venne a Rimini nel 1935 per la mostra curata da Cesare Brandi e non è più stata esposta in città.

  • Giovanni da Rimini (not. 1292-1309/14), Crocifisso “Diotallevi”, 1305 ca., tempera e oro su tavola, 185 x 179 cm., Rimini, Museo della Città.

L’opera proviene da una donazione di Adauto Diotallevi ed ha subìto un infelice lavaggio del colore, ma resta preziosissima nei decori e commovente nella lettura della Passione di Cristo. Porta ancora le iscrizioni in greco, segno di un rapporto mai sciolto con l’eleganza orientale del mondo bizantino. Secondo Daniele Benati potrebbe provenire dalla Cappella con le Storie della Vergine di San Giovanni Evangelista di Rimini (nota come Sant’Agostino), sempre affrescata, prima del 1308, da Giovanni.

  • Giovanni da Rimini (not. 1292-1309/14), Crocifissione, tempera e oro su tavola, post 1309, 230 x 160 cm., Talamello (RN), Chiesa di San Lorenzo. Diocesi della Repubblica di San Marino e del Montefeltro.

È la più moderna e giottesca delle opere di Giovanni, capace, nella sua esibita umanità, di precorrere quanto la tradizione italiana successiva saprà dire con Masaccio e Piero della Francesca. Proviene dalla chiesa agostiniana di Poggiolo. Non è più stata esposta a Rimini dal 1995 e sarà oggetto di un piccolo restauro finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.

  • Giovanni da Rimini (not. 1292-1309/14), Crocifissione, tempera su tavola, 1309-14, 160.5 x 130 cm Londra, Moretti Gallery.

Mutila dei dolenti laterali e del Cristo benedicente sulla cimasa, l’opera, per le iscrizioni in greco è da annoverare tra le più antiche prodotte dal Maestro riminese. Fu esposta anch’essa nel 1935 a Rimini e da allora non la si è più vista in città.

  • Giuliano da Rimini (not. 1307-1324), Testa di Cristo crocifisso, 1320 ca., tempera e oro su tavola, 30 x 20 cm, Rimini, Fondazione Cassa di Risparmio, in deposito ai Musei Comunali.

Si tratta di un commovente frammento di una croce perduta, eseguita da Iulianus, ossia da Giuliano, fratello di Giovanni da Rimini. Rispetto a Giovanni, Giuliano esprime in chiave più patetica e narrativa l’esperienza del dolore nel volto del Figlio di Dio crocifisso.

  • Maestro di Montefiore (terzo quarto del XIV sec.), Crocifisso “Spina”, 1350-1370, tempera e oro su tavola, 179 x 139 cm, Rimini, Fondazione Cassa di Risparmio, in deposito presso i Musei Comunali.

Non se ne conosce il luogo di provenienza, ma apparteneva alla Collezione dei Conti Spina ed è un esempio della tarda produzione della cosiddetta Scuola Riminese del Trecento che, se smarrisce profondità e vitalità nella rappresentazione della figura umana, non perde finezza.