Lo strano caso di Francesco Totti (e la paura)

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Parte la prima breve striscia quotidiana Wodka e Mango.

Di cosa tratterà? Di attualità in modo un pò giocoso e un pò no. Il tema di oggi è il ritiro del “Pupone”, il Re di Roma, il capitano della A.S.Roma, Francesco Totti.

È stato uno dei temi clou di queste ore, la bandiera, l’ultima vera del calcio nostrano dopo gli addii di Maldini, Del Piero e Zanetti si ritira, o forse no.

Comunque, è andato in onda il saluto strappalacrime, che puntualmente si sono materializzate sui volti di molti tifosi di uno stadio colmo e dei famigliari.

Tutto questo ci sta, per un protagonista delle domeniche romaniste degli ultimi 24 anni. D’altronde è nato, cresciuto a Roma e ha solo giocato nella Roma, tanto da guadagnarsi pure il rispetto dei laziali o dei tifosi del trittico nostrano Juventus, Inter, Milan.

Se non che, connettendomi e navigando nel web leggo da più parti Totti afferma: “Ora ho paura”. Ma paura di cosa? Mi sono domandato. Sei Er pupone, il Re di Roma, hai una bella moglie e figli sani e belli, un conto corrente che immagino ben corposo, non devi manco più allenarti, te la puoi spassare come uomo di rappresentanza ancora per un pò, che vuoi di più?

Ho provato ad entrare nella sua testa e vi dirò che ho capito. È la solita storia, quella per cui tanti divi di musica, sport e cinema fanno una brutta fine. Tutto finisce, la malinconia e l’inesorabile trascorrere del tempo scavano dentro chiunque. Chiamatelo vizio, chiamatelo come volete, scagliatevi con ondate di slogan tipo “dovresti andare a lavorare in miniera”…etc.

Ma nella sua testa frulla altro, forse: E se non sarò più il capitano ma solo una vecchia gloria?. Questo gli sarà passato in testa? Probabile, il senso credo fosse questo, i soldi non fanno la felicità e a volte nemmeno una bella famiglia basta, quando sei abituato ad essere un idolo nella tua città ed è lì che viene fuori la forza interiore di un uomo o donna che sia.

Saper accettare la fine di un momento magico, rinascere, ripartire con qualcosa di nuovo che non sarà mai come prima e probabilmente non darà la stessa notorietà. Ricominciare qualcosa di diverso senza malinconia o mal di vivere, quel mal di vivere le cui vittime, nello star system, se ne contano a centinaia, da sempre.

E allora mi auguro che non fosse preoccupato per il futuro lavorativo, credo abbia una buona scorta di denaro e due aitanti braccia che alla peggio possono garantirgli uno stipendio da magazziniere.

Bando alla retorica dunque, Totti è un uomo come tutti, e come tutti non vuole scendere dal treno della gloria. In bocca al lupo, Pupone!