L’Isola di rose

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ROSELLA LUBRANO

 L’ ISOLA DI ROSE 

Odore di mirto selvatico e zagare in fiore…la mia isola mi
accoglieva così, sensazioni che mi avvolgevano ogni estate,
quando arrivavo carica di valige e di sogni.
Sì, sogni, quelli non bastavano mai a farmi pregustare giorni indimenticabili e ,chissà, pieni di aspettative.
Camminavo per ore sulla battigia dorata col vento che mi
scompigliava i capelli, spettinando anche quei pensieri che mi
tenevano ancorata alle mie radici.
La mia terra, piccolo grande faro dei miei sentimenti, lei che ogni volta mi stupiva con la sua anima calda ed intensa, lei
che mi rendeva incredibilmente viva, vera anche quando , ferita dalla mano infame che violentava la sua essenza vitale,
perdonava come una madre dalle grandi braccia.
Il mare mi chiamava…mi giungeva la sua voce roca e austera
tra quegli scogli crestati di neve e imbruniti da alghe dispettose
che sembravano voler imbrigliare la mia solitudine e portarla
al largo fino all’ orizzonte lontano.
Terra e mare.Non saprei descriverli meglio.
Erano un misto di nostalgia e di ricordi sbiaditi dal tempo e
racchiusi nello scrigno dell’ anima…anche quei segreti mai
detti percepivo tra le pieghe della pelle , sentendo respiri di onde e brividi addosso…mai avrei chiuso il mio cuore ad emozioni così forti ma anche stranamente fragili…
Mi nutrivo di tutto…del sole che non smetteva mai di disegnare
nel cielo abbracci di luce …del mare, del mio mare, che accarezzava fianchi di vele al rosseggiar del tramonto ,mentre
i miei occhi si riempivano di malinconia, di un vuoto pieno di
rimpianti.
Tutto era per me un mondo da scoprire e da amare…
La mia isola era là a farmi comprendere che la vita andava avanti nonostante tutto ed io non potevo certo perdere quel treno su cui ero salita…di sicuro vedevo la luce in fondo al
suo mare ….in fondo alla mia anima.
Ed ecco che lei, la mia isola, fece quello che desideravo tanto.
Mi prese per mano…