L’Isola dei Bruti (Terzo Capitolo)

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Dopo aver congedato Bortolo, il brigadiere Capuano guardò l’orologio. Mancava poco al tramonto ormai, e del capitano e il maresciallo ancora nessuna notizia. Lo squillo del telefono lo fece sussultare.

-Carabinieri, chi parla?-

Dall’altra parte vi fu un istante d’esitazione. Quindi una voce roca e bassa, molto bassa, pronunciò una semplice frase.

Andate all’isola dei bruti, non è ancora finita-

Scostando la cornetta, Capuano la fissò come se non l’avesse mai vista prima.

-Pronto…chi parla…cosa volete dire?- disse riportandosela nuovamente all’orecchio.

Non vi fu nessuna risposta, se non il segnale che avevano riattaccato. Indeciso sul da farsi prese il cellulare e digitò un numero ma, proprio in quel momento, la porta dell’ufficio si aprì.

Novità, Capuano?

Il maresciallo, decisamente provato, si tolse il berretto e lo lanciò sulla scrivania.

Proprio lei stavo chiamando, marescià. Una telefonata anonima-

Sbuffando, Molinaro si passò il fazzoletto sulla fronte sudata.

-E che cosa diceva questa telefonata? Ti avverto Capuano, sono stanco e non voglio sentire cazzate, chiaro?-

Grattandosi la testa, il brigadiere fece spallucce.

Non lo so se è una cazzata o meno, marescià. Ma hanno nominato ancora l’isola dei bruti, secondo voi cosa significa?-

Seccato, il maresciallo lo fissò torvo. La visita al municipio si era risolta con un nulla di fatto. Oltre al sindaco infatti, erano assenti anche tutti i consiglieri. La seduta era stata sospesa, aveva confidato loro l’unico usciere presente. Strabiliante come le voci, in una piccola cittadina, corressero più veloci della luce.

Nominato! Cosa significa nominato? Insomma Capuano, che cacchio hanno detto?-

***

Mezz’ora più tardi, armati di torce, i due si trovavano a pochi metri dal punto in cui era stato rinvenuto il corpo di Dalle Vedove.

Ho chiamato il capitano...- il maresciallo, decisamente scocciato, accese la propria e la puntò nel buio.

-Ha detto che, probabilmente, si tratta di qualche burlone. Qualcuno che ci vuole prendere per il culo e ride alle nostre spalle!-

Capuano, come suo solito, si grattò la testa.

E allora, perché ci troviamo qua marescià?– il fatto di dover rimandare la cena lo innervosiva parecchio.

-Perché…perché. Capuano! Non ti ci mettere anche tu eh?-

Gli seccava ammettere che, nonostante tutto, il capitano gli aveva ordinato di fare una perlustrazione.

Non si sa mai” aveva detto in tono non molto convinto.

-Forza, dai…- proseguì spiccio- In questo punto il sentiero si biforca, io vado verso il fiume, tu prendi dall’altra parte-

Una decina di minuti dopo, il cellulare del maresciallo infranse il silenzio della notte.

-Marescià, non penso proprio si tratti di un burlone. Qua ci sta un altro morto ammazzato, venga subito-

A Molinaro per poco non venne un colpo. Ma proprio alla vigilia delle ferie dovevano farsi ammazzare questi fetenti! Come provenisse da molto lontano, la voce di Capuano lo riscosse. Non l’aveva mai sentito così agitato.

Si prepari, marescià. Stavolta ci sarà casino, molto casino

***

Quella notte, in caserma, nessuno chiuse occhio. Il capitano Scaccabarozzi, immediatamente avvertito, si aggirò per l’ufficio come un leone in gabbia.

-Com’è possibile! Eravate intervenuti nel pomeriggio e non vi siete accorti di nulla. E si trovava distante poche decine di metri!-

Colto sul vivo, il maresciallo ebbe uno scatto di stizza.

-Non potevamo certo delimitare tutto il bosco, capitano. Se non sbaglio, anche lei era presente!

Scaccabarozzi lo fulminò con lo sguardo, ma non replicò.

In ogni caso...- continuò Molinaro-...resta il fatto che anche il nostro sindaco non ha fatto una bella fine-

Già, dopo la botta dell’omicidio Dalle Vedove, ci voleva solo la mazzata definitiva. Eusebio Grassi, era stato assassinato con lo stesso modus operandi del suo compagno di partito. Un taglio netto alla gola, nessuna possibilità di sopravvivenza.

-Ma cosa sta accadendo in questo maledetto posto?-

Decisamente contrariato, Scaccabarozzi picchiò più volte il pugno sulla scrivania. In un angolo, il brigadiere Capuano tossì con discrezione.

-L’unica cosa certa, è che l’assassino ha lasciato una firma-

Entrambi, si voltarono nella sua direzione.

Cosa significa? Cosa vorresti dire?– proruppe il maresciallo alzando gli occhi al cielo.

L’assassino è mancino marescià, pensavo se ne fosse accorto anche lei

Arrossendo violentemente, Molinaro si alzò di scatto.

Sei forse un medico legale, Capuano? Finiscila di dire sciocchezze!-

Gonfiando il petto, il brigadiere si alzò a sua volta.

No marescià, ma ho letto molti libri gialli, e so come si infligge una ferita-

***

Svegliandosi di soprassalto, Francesca impiegò qualche secondo per capire dove si trovasse. Quando realizzò, fissò le scale e annuì. Gli avrebbe parlato, era giunto il momento ormai.

La porta era chiusa, come sempre. Abbassando la maniglia, entrò e si diresse verso il letto. Cercando di non far rumore, si accorse che William dormiva profondamente. Tornando sui suoi passi, decise che qualche ora in più non avrebbe fatto differenza.