L’isola dei bruti (sesto capitolo)

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L’attesa si stava prolungando e l’uomo, sempre più nervoso, scrutò per l’ennesima volta il sentiero. Che avesse sospettato qualcosa? L’afa, nel frattempo, si stava facendo sempre più opprimente. Abbassandosi il cappuccio sul collo, appoggiò il pugnale a terra e si asciugò la mano nei pantaloni della tuta. Quando ritornò a guardare ebbe un sussulto… eccolo. Le mani affondate nelle tasche, avanzava lentamente nella sua direzione. Erano tre anni che non lo vedeva ma, come ebbe modo di constatare, non era cambiato di molto. Appiattendosi contro il legno della parete, trattenne il respiro preparandosi all’attacco.

***

-Non capisco perché dobbiamo sorbirci sta passeggiata!-

Il maresciallo Molinaro, di pessimo umore, richiuse con violenza la portiera della Punto.

-Forse, il capitano pensa ci sia sfuggito qualche particolare- rispose serafico il brigadiere Capuano.

-Ci vorrebbe un esercito per perlustrare tutta l’isola, Capuano. E noi siamo in due gatti!-

Il sottoposto si guardò bene dal replicare. Sbuffando, il maresciallo si tolse il cappello e si avviò lungo il sentiero.

-Arriviamo insieme sino al capanno. Una volta li, decideremo il da farsi-

***

Fradicio di sudore, William avanzò nella ghiaia sempre più lentamente. L’afa e la polvere erano quasi insopportabili, inoltre del maresciallo ancora nessuna traccia. Per un istante, valutò se non fosse stato meglio tornare indietro, rimandando così quel insolito incontro. Ma, ormai, era quasi giunto nei pressi del capanno. Aumentando l’andatura, decise che avrebbe atteso una decina di minuti, quindi se ne sarebbe andato.

***

Ormai era talmente vicino, che poteva vedere il sudore colare dal suo volto. I muscoli tesi, l’uomo osservò William fermarsi davanti alla porta del capanno guardandosi intorno.

“No, amico mio. Il tuo appuntamento col maresciallo non avverrà mai. Avanti, vieni avanti” bisbigliò tra se.

Cercando di fare il minor rumore possibile, si avvicinò alla porta strisciando lungo la parete esterna. Giunto all’angolo estremo, sporse la testa di qualche centimetro. William era li, a un paio di metri di distanza e gli dava le spalle. Nel silenzio della radura, poteva addirittura avvertirne il respiro affannato.

***

-Bene, ecco il capanno. Capuano tu prendi verso…- per poi bloccarsi quasi subito.

-E quello chi è?- disse inarcando un sopracciglio.

-Ehi, tu!- esclamò Capuano mettendosi a correre subito imitato dal maresciallo.

Decisamente sollevato, William si fece loro incontro.

-Buongiorno, maresciallo. Temevo non arrivaste più e stavo per andarmene. In cosa posso esserle utile?-

Perplessi, i due carabinieri si scambiarono un’occhiata.

-Non capisco cosa voglia dire, William. E, se non le spiace, le domande le faccio io-

Il sorriso del giovane si spense immediatamente. Passando lo sguardo dall’uno all’altro, attese pazientemente che il maresciallo continuasse.

-Posso chiederle il motivo della sua presenza in questo posto? –

In breve, William raccontò loro della telefonata e della sua titubanza in merito.

-Ma era lei, maresciallo, ne sono più che certo!- concluse sempre più agitato.

Confuso, Molinaro fissò a lungo il giovane.

-Questa cosa puzza lontano un chilometro-

Eppure, qualcosa gli diceva che non stava mentendo.

-Io non le ho mai telefonato, ne è proprio sicuro?-

William annuì.

-La voce era la sua, maresciallo. E poi, per quale motivo avrei dovuto inventarmi una cosa simile?-

Capuano, rimasto in silenzio sino a quel momento, fece un passo avanti.

-Marescià, che facciamo? Noi dovremmo perlustrare la zona-

Molinaro si grattò la testa, indeciso sul da farsi.

-Va bene, William. Non mi sembra il caso di parlarne ora e in questo posto. L’aspetto nel primo pomeriggio in caserma, questa cosa dev’essere chiarita-

Sollevato, William assicurò che si sarebbe presentato puntuale. Un istante dopo, s’incamminò di buona lena lungo il sentiero.

***

L’uomo si era ritirato appena in tempo. L’arrivo dei carabinieri, inaspettato, l’aveva colto nel momento stesso che stava per sferrare l’attacco. Camminando a ritroso, si portò sul retro per poi nascondersi all’interno del capanno. Attraverso una finestrella, vide dapprima William gesticolare animatamente con loro, quindi allontanarsi velocemente.

Cosa diavolo erano venuti a fare?

Prima di recarsi all’isola, si era appostato nei pressi della caserma e aveva atteso che uscissero. Come aveva previsto, si erano allontanati in direzione della casa del sindaco, esattamente dalla parte opposta. Ma non si era aspettato che facessero così in fretta, e sopratutto che tornassero all’isola.

Rimasti soli, i carabinieri si avvicinarono al capanno. Senza pensarci due volte, uscì nuovamente dal retro e si dileguò nella boscaglia. Mantenendosi curvo, decise che avrebbe finito il lavoro a casa di William. Di certo, aveva parlato ai carabinieri della telefonata, e attirarlo in un altro tranello sarebbe stato difficile, se non impossibile. La presenza della madre, molto probabile, poteva essere un problema. Lei non aveva colpe ma, se fosse stato necessario, non avrebbe esitato.