L’isola dei bruti (Nono Capitolo)

0
735

Il maresciallo chiuse la comunicazione dopo una ventina di squilli.

-Non risponde, maledizione. Eppure gli avevo detto di non muoversi!- esclamò esasperato.

-E provare sul cellulare?- disse Capuano scalando una marcia.

Limitandosi a fulminarlo con lo sguardo, Molinaro evitò di replicare. Ma il brigadiere aveva ragione, naturalmente. Erano trascorsi solo una decina di minuti da quando William l’aveva chiamato. Il ragazzo era parso agitato e nervoso, e la scomparsa della madre non era l’unico motivo, sospettò. Durante quel breve periodo infatti, Molinaro aveva ricordato chi fosse il proprietario del portafoglio, e una breve telefonata in caserma non aveva fatto altro che confermare i propri sospetti.

Davide Carminati.

Un giovane giunto nel piccolo borgo una sera di qualche anno prima e che, sin da subito, aveva creato dei problemi. La sera stessa del suo arrivo, era stato protagonista di una rissa nel bar centrale della piazza. Chiamato sul posto, il maresciallo aveva faticato non poco per sedare gli animi, in particolar modo quelli del giovane forestiero. Alticcio ed euforico, si era rifiutato di esibire i documenti asserendo d’essere stato aggredito. Infastidito da quel atteggiamento sprezzante, il maresciallo non aveva potuto far altro che invitarlo a seguirlo in caserma. Ed era stato a quel punto che, con sua grande sorpresa, aveva fatto la propria comparsa William. Il giovane Dalle Vedove, dopo averlo preso in disparte, l’aveva pregato di lasciar perdere.

“Mi creda, maresciallo. E’ un bravo ragazzo e non capisco come sia potuto accadere. Ma le assicuro che non succederà più” aveva detto a voce bassa.

Dubbioso, Molinaro aveva guardato prima uno e poi l’altro. Sul volto di Davide, si era disegnata un’espressione soddisfatta, anche troppo. Di contro, conosceva fin troppo bene il padre di William. Un politicante arrivista e senza scrupoli, e che avrebbe scatenato il putiferio se il figlio fosse stato coinvolto in quella storia. E così, visto che nessuno aveva sporto denuncia, decise di lasciar perdere.

“Ma i documenti li voglio vedere ugualmente” aveva esclamato prima di lasciare il locale.

Con il sorriso di chi sa d’aver vinto, Davide aveva estratto il portafoglio e glieli aveva mostrati. Una volta in caserma, Molinaro aveva effettuato un veloce controllo al terminale. Le informazioni che ne aveva ricavato erano state scarse. Nessuna pendenza con la giustizia a suo carico ma, una segnalazione in particolare, l’aveva lasciato perplesso. Un paio d’anni prima, ancora minorenne, Davide era stato sorpreso in auto con un noto commerciante del paese in cui viveva. I due, alla vista dei carabinieri, si erano rivestiti in fretta e furia, accampando le più svariate scuse. Denunciato per atti osceni e circonvenzione di minore, l’uomo se la cavò con un’esigua condanna e la cosa finì nel dimenticatoio.

Da quella sera, il maresciallo non ebbe più modo di rivedere quel giovane arrogante e presuntuoso. Qualche giorno più tardi, nello stesso bar, aveva però incontrato William, cosa che accadeva di rado

“Se n’è andato, maresciallo” aveva risposto il ragazzo alla sua domanda.

Anche allora, il suo atteggiamento gli era parso diffidente e nervoso, ma non ci aveva fatto caso più di tanto. Ed ora, a distanza di anni, rieccolo di nuovo sulla scena. Con due morti e una persona scomparsa sullo sfondo.

-Ci siamo quasi, marescià- disse improvvisamente Capuano affrontando una curva ad alta velocità. Come se non lo sapesse! Evitando ancora una volta di rispondere, Molinaro digitò il numero di William.

*******

Avviandosi lungo il sentiero, William ebbe la chiara sensazione che quel giorno avrebbe segnato la fine, in un modo o nell’altro. Rivivere quel incubo lo aveva sconvolto e disorientato. Aveva paura, e tremava al pensiero di quel incontro ormai inevitabile. Uno dei due, l’indomani, non avrebbe rivisto l’alba, ne era certo. Ma Davide aveva una carta vincente in mano, sua madre. Sfiorando la stoffa dei pantaloni, si assicurò che il revolver fosse ancora al proprio posto. Il contatto lo risollevò un poco ma che non servì, tuttavia, a placare ansia e timori. Lo squillo del cellulare lo fece trasalire. Fermandosi sotto il sole cocente, si schermò gli occhi e guardò il display. Si era aspettato quella chiamata, ma la minaccia di Davide era ancora ben impressa nella sua mente. Il cellulare, nel frattempo, continuava a squillare. Rifiutando la chiamata, inserì il silenzioso e digitò un breve messaggio, quindi riprese il cammino.

******

-Ha rifiutato la chiamata!-

Stizzito, il maresciallo diede una violenta manata sul cruscotto.

-Eccoci- frenando bruscamente, Capuano si arrestò davanti all’ingresso della casa. La porta, come ebbero modo d’appurare, era aperta. Bastarono pochi minuti per rendersi conto che era deserta.

-Dove può essere andato, marescià?- il brigadiere si tolse il berretto e si grattò la testa. In quel momento, il cellulare del maresciallo l’avvertì dell’arrivo di un messaggio.

-All’isola, presto!- ruggì dopo averlo letto.