L’intagliatore di noccioli di pesca

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Nico Orengo.

L’intagliatore di noccioli di pesca.

Recensione di Anna Cavestri
Pietro Scullino è un professore di lettere,
in pensione .
Scrive recensioni letterarie,solo letteratura italiana, su una rivista di provincia “La Riviera “.
Fare il critico letterario per lui è una forte passione che segue con molto impegno.
Legge e raccoglie tutte le critiche letterarie dei critici più famosi che scrivono sui grandi quotidiani e settimanali.
È collega di Lilli Longoni Piva, che a sua volta si occupa sempre sulle “La Riviera ” di letteratura straniera, che per il professore ha poco da competere con quella italiana. Non stima affatto la collega, della quale si troverà quasi involontariamente, attratto in modo irrefrenabile sessualmente.
Scullino è sposato ed ha una figlia, che dopo essersi separata vive con i genitori insieme al suo bambino. La particolarità di questa figlia è lanciare in testa al padre i romanzi (Baricco, Tamaro, Eco ) che lui le consiglia ma che non sono di suo gradimento.
Il professore oltre alla passione per la letteratura, (il libro è un grande contenitore di autori di grande fama, e di riferimenti letterali. Lo stessa Orengo viene tirato in ballo, ) ha la passione gastronomica, le chiacchiere con gli amici al bar e quella per Marisa, la sua focosa amante, proprietaria di una casa per anziani.
Il libro è ricco anche di riferimenti politici nazionali ed internazionali, argomenti di discussione al bar. È un personaggio simpatico Scullino, un uomo di cultura che fatica a riconoscersi in un mondo che sta cambiando.
L’attaccamento alla sua terra, la Liguria , Ventimiglia la sua città, che la sente tristemente diventare sempre più provinciale e sempre ai margini della cultura.
La scrittura è accurata di facile lettura, le vicende in cui il professore si ritrova a volte grottesche, sono narrate con ironia .Non mancano le sorprese in questo libro, che è molto interessante.
” Ogni recensione mostra nelle sue parole “un’aura pateticamente fanatica e vana d’intagliatori di noccioli di pesca “(Fruttero e Lucentini )