L’innamoratore, recensione

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L’innamoratore

Stefano Piedimonte 

Rizzoli 2016

pp.269

Recensione di Antonella Gagliardo 

 

Ivan Sciarrino, il protagonista di questo romanzo, è un napoletano di 37 anni, con una storia di gioventù abbastanza complessa e una professione un po’ insolita , quella dell’innamoratore. Egli fa innamorare le donne. Non ha una bellezza particolare, non utilizza una seduzione prettamente fisica, non è un gigolò, ma un uomo che le donne le fa innamorare entrando nei loro desideri, nelle loro mancanze, nelle lacrime e nei sorrisi per regalare felicità.

Viene assunto da persone ,che per ragioni diverse, mettono alla prova una donna con l’obiettivo di distruggere la relazione sentimentale  di quest’ultima che cadrà nella trappola di Ivan e finirà, inevitabilmente, per innamorarsene.

Anche Ivan , sebbene pagato, per le sue prestazioni, ( 600 euro al giorno più le spese), si coinvolgerà emotivamente , di caso in caso, con la sua “ preda”, perché lui questo lavoro non lo fa solo per soldi ma perché le donne le sente davvero.

Le comprende , soprattutto, quando si sentono sole perché sà perfettamente quanti e quali siano i rapporti d’amore finti che si vedono in giro, e quale siano le donne tristi, relegate alla monotonia di un’amore vuoto che non le emoziona più.

“ … Ogni donna ha una personalità complessa. Certi lati del suo carattere, certi guizzi, non vanno solo compresi ma sottolineati. Un uomo che ami davvero la propria donna non deve soltanto apprezzare che lei sia com’è: deve chiedere di essere com’è, e deve chiederglielo ogni girono “.

E’ in quelle richieste mancate, in quei silenzi che entra Ivan, facendo capitolare la donna e chiudendo , brillantemente , il caso , nell’attimo stesso in cui ha le prove del tradimento della malcapitata.

Di volta in volta Ivan riuscirà ad innamorarsi e a disinnamorarsi in corrispondenza della chiusura di un incarico o all’apertura di uno nuovo.

Tutto fila liscio sino a quando all’innamoratore non verrà affidato un caso che ha come protagonista una donna , Soraya D’Abundo , che a differenza delle altre, avrà su Ivan un’ascendente tale, da ingarbugliargli completamente la vita.

“ In Soraya c’è tutta la fragilità del mondo , un castello di carte pronto a crollare al minimo alito di vento. Ivan pensa che vorrebbe vederla piangere , scoprire le fondamenta sottili su cui si regge la sua anima …. e poi dopo averle asciugato le lacrime vorrebbe dirle che non esiste alcun equilibrio… che la vita è soltanto lo scherzo di un infame , e l’unico modo per condurla degnamente è fingere di non averlo capito, aggrappandosi a quel suono di tamburo che ci scuote il petto e cercandone uno uguale …”

Anche Soraya , subisce il fascino di quell’uomo e cede al suo sottile ma intenso corteggiamento.

“ …Ivan aveva udito uno scricchiolio; aveva visto una falla aprirsi nel suo sguardo, un punto d’entrata, una crepa dentro cui infilarsi. Sono attimi in cui ci si incrocia oppure no. “

E loro si incrociano e si innamorano perdutamente, ma Soraya , moglie del ricco imprenditore Emilio Ferzetti e proprietaria di un ristorante marocchino  che cela un mistero, ad un certo punto scompare nel nulla, e Ivan si ritroverà in ospedale a fare i conti con bende e polizia.

Con uno stile appassionato e  profondo con il quale ci  parla d’amore,  a tratti ironico , Stefano Piedimonte ci accompagna all’interno di questa storia ricca di misteri,di colpi di scena che mi è piaciuta in modo particolare per la capacità di miscelare una serie di componenti, ricavandone  uno stile , direi, esclusivo.

Una storia che viaggia nei mille aspetti  dell’amore in modo del tutto diverso dal solito.

Consigliatissimo!!