L’inganno

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L’inganno

Mi accolse il giorno
tra barattoli di marmellata
e un Rosario di formiche,
che andavano in fila indiana
come un obbligo divino.
Rallentai il respiro e
l’avanzare dei piedi
per non schiacciarle.
Pareva, fossero sul punto
di rifare il Mondo.
Di costruirlo un’altra volta.
Dalla finestra, la luce,
spezzava in due la mia figura:
non bella, disarmonica,
dimenticata
dalla grazia naturale di Dio.
Guardai il cielo, in cerca
di un riparo, di un sostegno
alla malinconia del cuore.
L’azzurro intenso tra
pupille ingiallite,
portò conforto e un senso
di pace che invase il cuore,
l’anima, creduta spenta.
Sorrisi alla campagna deserta,
al ticchettio del picchio
sull’albero più alto.
All’aria vezzosa
che entrando in casa
spazzava via l’inganno
di un amore tradito.

Maria Rosa Oneto