L’infinita essenza

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L’INFINITA ESSENZA

serie tarocchi: LA TEMPERANZA arcano n° 14

di Rosanna Cerutti 

misure ; 70×90

tecnica: mista su tela con base nera

ph. : Gianni Bonanni Fotografo

Opera tutelata dal plagio su www.patamu.com con numero deposito 43192.

Ecco a voi il mio nuovo lavoro “L’infinita essenza”. Come sempre vi lascio alla grande conoscenza di Emanuela, che vi spiegherà un pò di cose sulla Temperanza.

Rosanna

La Temperanza

La quattordicesima lama presenta un Angelo con due urne, una d’oro e l’altra d’argento, che fa scorrere un fluido dall’una all’altra, bilanciando la quantità.

Questo arcano è associato al segno zodiacale dell’Acquario. L’angelo versa acqua, l’acqua della vita o fluido eterico, simboleggiato dalle onde che escono dall’anfora.

Il suo significato cabalistico è NOUN, il figlio dell’uomo, il frutto.

Il suo numero è il 14, 7+7. E’ la somma di due carri, simboli di virtù e sublimazione. Non dimentichiamo che la Temperanza è una delle 4 virtù cardinali insieme alla Forza, alla Prudenza, e alla Giustizia.

La Temperanza si presenta con l’aspetto di un Angelo Custode, di un maestro interiore che ogni essere umano porta dentro di sé, sovrintendendo con il suo gesto di travasare, alla discesa dello Spirito nella Materia. Delle due anfore una di esse è d’oro, solare, attiva; rappresenta la coscienza, la ragione. L’altra è d’argento, lunare, sensitiva. Il dominio della prima anfora è il dominio della volontà, dell’affermazione. Il dominio della seconda è più misterioso; è il regno del sentimento, delle impressioni vaghe, dell’immaginazione e dell’inconscio. Questa sfera eterea capta le vibrazioni della vita comune agli individui della stessa specie; questa vita è il serbatoio da cui attingiamo la vitalità, per renderla individuale in noi. Ciò che è concentrato nell’urna d’argento fluisce nell’urna d’oro, dove la condensazione si completa per sostentare la vita fisica.

Le due anfore simboleggiano, quindi, la vita; il vaso che sta in basso, quello che riceve il liquido prezioso, è l’essere umano pieno di fede pronto a ricevere la luce dello Spirito che proviene dall’alto e lo inonda. Il genio della Temperanza è alato, come l’Imperatrice, poiché è analogo alla Regina del Cielo: ma a differenza di questa, non si isola nelle altezze di un ideale inaccessibile e preferisce abbassarsi fino ai viventi, che gli devono la propria esistenza fisica e spirituale.

Tuttavia, la Temperanza si limita a mantenere la vita, senza farla nascere, come il Bagatto, e senza intensificarla come fa l’Imperatore.

L’Acquario svolge il ruolo di Indra, il dio delle piogge fertilizzanti che, nel pantheon caldeo, corrisponde ad Ea, il signore sovraceleste dove si diffonde la saggezza suprema; la saggezza che si ripartisce fra gli uomini attraverso il veicolo dell’acqua che cade dall’alto. Ne deriva il carattere sacro dell’acqua ed il suo ruolo nelle purificazioni iniziatiche.

I cristiani si sono ispirati agli antichi misteri quando costringevano il catecumeno ad immergersi nell’acqua battesimale, per uscirne purificato e rigenerato, cioè nato alla vita cristiana, dopo essere morto, attraverso l’immersione, all’esistenza pagana.

Si riconosce l’Arcangelo Raffaele, nel genio della Temperanza, che reca sulla fronte il segno solare già osservato nella Giustizia e che riapparirà sulla fronte dell’Angelo del Giudizio.

Questo ideogramma indica il discernimento, tanto applicato alla ragione coordinatrice delle energie costruttive ( arcano VIII), alla ripartizione lucida delle forze vitali ( arcano XIV), quanto all’azione illuminata dello spirito rigeneratore che soffia dove vuole ( arcano XX).

Non dimentichiamo che l’arcano 14 sintetizza il secondo settenario dei tarocchi, di cui occupa il centro. Poiché i tre settenari nel loro complesso, riguardano rispettivamente lo Spirito, l’Anima, e il Corpo, il secondo è animico: il suo termine sintetico (14), fa allusione ai misteri dell’anima universale, misteri che bisogna penetrare per praticare l’alta medicina degli iniziati. Quando gli arcani dei tarocchi vengono allineati su due file, l’Eremita che personifica la Prudenza, diventa compagno della Temperanza.

Uomo d’esperienza e di studi, il nostro saggio si tiene lontano dalle suggestioni subite dalle folle; cerca la verità senza fretta, limitando il campo delle esplorazioni, poiché è ansioso di mantenersi nello stretto dominio del sapere umano. La sua riservatezza, attraverso la Temperanza, si traduce in moderazione. L’adepto che si è bagnato nel fluido travasato dall’Angelo solare non è più pervaso dalla febbre che assilla i comuni mortali. Morto alle ambizioni meschine, alle passioni egoistiche, indifferente alle miserie che lo minacciano, vive sereno nella dolce saggezza, indulgente alle debolezze altrui.

Sotto il profilo divinatorio la Temperanza rappresenta la vita universale; il suo movimento incessante, la sua circolazione attraverso gli esseri. E’ il fluido rianimatore che rende le forze disperse.

E’ l’agente riparatore e ricostituente di ciò che si consuma o declina. Rappresenta l’energia medicatrice della natura; è la taumaturgia curativa basata sulla captazione e sul dominio delle correnti vitali. E’ trasfusione di forza vitale, magnetismo curativo, medicina occulta o mistica. Rappresenta delle trasformazioni di ordine vitale, alchimia psichica, rigenerazione, misteri dell’acqua e del freddo. E’ la fontana della giovinezza; significa serenità di spirito che solleva al di sopra delle miserie umane.

Rappresenta un umore costante, calma, salute, buona circolazione, regolarità di scambi, condizioni favorevoli al prolungamento della vita, disinteresse, impassibilità, rassegnazione. Facilità di adattamento, elasticità, docilità, sensibilità alle influenze esteriori.

Al negativo significa freddezza, apatia, mobilità, natura instabile, cambiamento, abbandono, dispersione, mancanza di ritegno, passività, pigrizia, spese sconsiderate, prodigalità.

 

Meditiamo con la Temperanza.

CERCA IL TUO SPIRITO GUIDA: TI PORTERA’ ALLE PORTE DELLA SAGGEZZA E FARA’ IN MODO CHE ESSA DIVENTI PER TE COMPAGNA, AMICA, SORELLA.

Una luce rosata, tanto azzurro e bianco: tutto parla di gioia, serenità, equilibrio ed armonia.

L’iniziato si incammina e dopo pochi passi si trova davanti un lago dall’acqua blu, limpido e pulito. L’acqua è sorgente di vita e questa fonte parla di vita spirituale.

Il giovane si guarda intorno, affascinato dalla purezza cristallina che traspare dal paesaggio. Scorge, vicino al laghetto, due figure: una di esse è una giovane donna che tiene in mano un’anfora; l’altra è un angelo che versa un liquido azzurro e trasparente nel contenitore della fanciulla.

L’iniziato si avvicina, la giovane lo sente arrivare e alza lo sguardo su di lui, con un sorriso.

 

“Vieni, ti stavo aspettando.  Vedi? Egli è il mio Angelo Custode e mi sta facendo un dono: mi sta versando il liquido più prezioso che esista; quello del sapere e della conoscenza pura. Essa è il bene prezioso che tutti cerchiamo, di cui sentiamo sempre la mancanza.

Quante volte, nella vita, avremmo voluto conoscere la verità su noi stessi e quante volte l’abbiamo cercata invano, senza mai trovarla! A volte, forse troppe, essa ci appare lontana ed irraggiungibile e quando ci illudiamo di averla raggiunta, essa invece, ci sfugge. Ecco la verità; è presente ora davanti a te: è questo liquido prezioso. Non è facile trovare la verità, spesso è nascosta e non riusciamo a vederla; a volte, invece, quando l’abbiamo trovata ci accorgiamo che non è così limpida e pura come dovrebbe; viene sporcata dalle menzogne e dalle falsità degli uomini che non la comprendono. E tu, hai un cuore puro? Sappi che solo attraverso di lui puoi trovarla e conservarla intatta, dentro di te! Non vergognarti della tua ignoranza; sii costante nella ricerca: questo è ciò che conta! Cerca sempre la vera saggezza: ella è amica degli uomini. Ad essa si giunge attraverso la sofferenza , ma, quando l’hai trovata, il premio è grande; sei libero e possiedi la conoscenza dei puri! Sei pronto per tutto ciò?”

 

L’iniziato annuisce, in silenzio. Egli si rende conto che la giovinetta ha detto la verità. La fanciulla, lo osserva attentamente in silenzio. Ella aspetta di vedere se il giovane è in grado di comprendere il messaggio, di capire il nuovo compito al quale viene chiamato e cioè di andare alla ricerca del proprio Angelo, trovarlo ed imparare ad ascoltarlo.

Troppo spesso noi dimentichiamo la presenza di questa guida spirituale, preferiamo ignorarla e non ascoltiamo i suoi messaggi ed i suoi consigli. Essa, invece, è molto utile per noi, perché ci guida, ci sostiene e con i suoi rimproveri preziosi ci sprona; ma noi dobbiamo imparare ad ascoltarla.

Quante volte abbiamo percepito accanto a noi la sua presenza, eppure l’abbiamo ignorata, perfino disprezzata. La Temperanza, invece, è sempre lì, più che mai presente nella nostra vita, pronta a riportarci alla realtà, a ridurre a dimensione umana i problemi che abbiamo trasformato in tragedie; a costringerci a riflettere sulle nostre azioni.Sopratutto ci insegna l’equilibrio della verità, affinché impariamo a perseguirla sempre e comunque, nonostante tutto e tutti.

E’ simile ad una delicata pianticella, la verità, per farla crescere forte e sicura bisogna nutrirla, accudirla ed amarla, altrimenti essa appassirà e, con essa morirà anche l’anima stessa dell’iniziato.

L’Angelo si rivolge al giovane:

 

”Sappi avere fede; essa sarà la tua guida migliore. Con questa luce interiore vedrai anche al buio e saprai affrontare meglio la tua vita. Donerai più amore, seminerai bene e raccoglierai ancora meglio. I tuoi frutti saranno succosi, i tuoi raccolti abbondanti. L’eternità appartiene agli uomini, anche se essi non lo sanno! La vita eterna della tua anima dovrà essere il tuo obiettivo”.

 

L’iniziato sa che ciò che ha udito è vero: la sua anima conosce la verità ed il modo per raggiungerla, egli deve solo imparare a seguirla.

Accanto al laghetto l’albero della vita brilla e la sua luce illumina il paesaggio intorno. Il giovane non vuole più indugiare, perché ha compreso e freme per continuare il cammino. Ha quasi fretta, ora, vuole conoscere quello che lo aspetta: percorre l’ultimo tratto del sentiero quasi correndo. Il nuovo lo attende.

 

Autore: Emanuela Celli Ferrari