LIEVE COME LA NEVE

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Molto emozionante, profondo e piacevole da leggere: è così che ho trovato il romanzo “Lieve come la neve” dell’autrice Chiara Trabalza.

La protagonista è Camilla, una giovane ragazza dinamica, piena di interessi, indipendente e con un ragazzo – che è anche il suo capo – che in lei ricerca divertimento e piacere.

A un certo punto, però, la sorella Alessia, con la quale aveva chiuso i rapporti da un po’, muore in un incidente lasciandole “in eredità” una bambina di nome Viola, di cui lei ignorava l’esistenza.
Sarà proprio questa bambina che busserà alla sua porta “lieve come la neve”, a farle aprire gli occhi e a farle cambiare completamente stile di vita.

Camilla capirà cosa vuol dire amare veramente e, soprattutto, si renderà conto che il suo ragazzo, in verità, non l’amava, ma la usava a suo piacimento e la metteva in mostra davanti a tutti.

Imparerà a farsi amare, a farsi accettare per ciò che è e non per ciò che rappresenta, a farsi amare con i suoi difetti, con le sue imperfezioni e a essere completamente se stessa.

E tutto questo avverrà grazie a Viola, una bambina che si ritrova improvvisamente senza mamma, catapultata a casa di una zia che non conosce e che, almeno all’inizio, non la vuole e non ha alcun istinto materno, per questo non la considererà più di tanto.

Questo romanzo mi ha fatto capire che la vita è veramente imprevedibile, che in un niente tutte le nostre certezze possono vacillare e che i nostri ritmi, le nostre abitudini possono cambiare. Tutto questo comporta uno sforzo incredibile, ma spesso le cose brutte – dopo un primo inevitabile momento di smarrimento – lasciano una scia di positività.

La morte di Alessia, in questo caso, ha permesso a Camilla di capire che la sua vita – fino a quel momento – era stata superficiale e vuota. Una vita legata all’apparenza e non alla sostanza.

L’autrice ha approfondito molto le descrizioni degli stati d’animo dei personaggi: si riesce a percepire molto bene, per esempio, il dolore silenzioso della bimba Viola.

Un personaggio che non ho ancora citato, ma che mi è piaciuto molto è stato quello di Andrea, il vicino di casa di Camilla, da sempre innamorato di lei, che ha saputo aspettare, ha avuto rispetto e pazienza e ha aperto totalmente il suo cuore.

Un romanzo molto curato che consiglio vivamente!!