L’estate che si scuote

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L’estate che si scuote partorisce
nuvole. Il selciato si cosparge
delle gocce consuete già promesse
Bisogna ammetterlo la pioggia scesa
si mimetizza. Non può risalire.

Sono vicini di casa i miei tigli
per un po’ la trattengono tra i rami
foglianti, centellinano i rilasci.
Mi piace starci lì sotto ad.attenderla
come d’inverno la neve che arriva e,
con la breve lentezza della noia,
cela la solitudine del fiore.

Gianfranco Isetta