Leggende e misteri di Bergamo – L’armata fantasma di Verdello– Osio Sotto

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LEGGENDE E MISTERI DI BERGAMO

Ho sentito parlare molto poco di leggende e misteri della mia provincia, e anche facendo brevi ricerche, non ho trovato quell’abbondare di storie e dicerie che si udirebbero in qualsiasi parte d’Italia o del Mondo.

Ciò che ho trovato è costituito per la maggior parte da leggende su folletti o diavoli, risalenti presumibilmente all’età medievale. Pochi “misteri contemporanei” dunque.

A Bergamo e nei suoi dintorni i fantasmi sembrano fare semplicemente la cosa che sanno fare meglio: nascondersi.

Sarà dovuto al fatto che i bergamaschi sono gente dal carattere razionale e pragmatico, poco avvezzo a parlare di soprannaturale o di situazioni strane o misteriose.

Nonostante tutto, scavando sotto la crosta, ho scoperto delle situazioni veramente originali, per non dire uniche nel panorama dei misteri e delle leggende urbane.

Quest’oggi, vi parlerò di un fatto che intreccia storia e leggenda, apparizioni spettrali e visioni del futuro.

L’ARMATA FANTASMA DI VERDELLO – OSIO SOTTO

Osio Sotto è un piccolo paese di poche migliaia di abitanti situato pochi chilometri a sud del capoluogo lombardo. In un’area non lontana dal luogo in cui si incrociano i confini dei Comuni limitrofi di Verdellino e Levate è possibile trovare aree non coltivate, sfuggite alle massicce opere di edificazione urbana avvenute nel corso del secolo scorso.

In uno di questi campi, in mezzo a una fitta vegetazione, sorgono le rovine di una chiesa dedicata a S. Giorgio che si dice risalga al 1300-1400, ma in realtà potrebbe essere persino più antica. Tale Chiesa, oggi situata nel territorio di anzidetto comune, nel 1500 faceva parte del territorio di Verdello: ancora oggi si ha infatti l’erronea abitudine di indicare Verdello, e non Osio come luogo dei fatti.

Proprio nei pressi di questa chiesa si svolge la storia che andiamo a raccontare. Ma non cominceremo la narrazione partendo da un’epoca remota, ma dai fatti più vicini al nostro tempo.

LE APPARIZIONI

Purtroppo non conosciamo il nome dei protagonisti delle varie vicende, ma sappiamo solo che gli stessi erano amici di un cronista che, qualche anno fa, fu tra i primi a documentare le leggende riguardanti il misterioso edificio in rovina. La prima amica, ci informa lo scrivente, non sapeva dell’esistenza di tale leggende, e fu proprio quando ne sentì parlare che gli tornò alla mente la sua inquietante esperienza.

La ragazza era solita recarsi in luoghi lontani dal caos cittadino, in cerca di solitudine. Un dì prossimo al giorno di San Lorenzo si era recata in compagnia di un altro ragazzo proprio nel campo selvatico dove sorgeva la chiesa, per poter osservare il cielo in assenza di illuminazione elettrica. Lì dissero di aver scorto tra i rami di un albero un paio di luci rosse, che apparvero e scomparvero più volte, ma di cui non riuscirono a stabilire l’origine.

Un altro amico disse di essere uscito in macchina una sera d’inverno con una comitiva di suoi coetanei. Quando la macchina si trovò a costeggiare il campo dove sorge la chiesa, assistettero ad una scena al contempo strana e inquietante: in una radura tra la vegetazione vi era un gruppo di persone incappucciate, una quindicina in tutto, radunate in cerchio intorno ad un falò. Il guidatore decise di illuminare meglio la scena con i fari: a quel punto uno degli incappucciati si girò verso l’auto e la indicò con un arnese che sembrava un tridente o un forcone: a questo punto la combriccola voltò la macchina e si diede alla fuga. L’amico raccontò anche che sotto al cappuccio del tizio con il tridente non si vedeva alcuna testa.

L’ESERCITO FANTASMA

Tutto quanto abbiamo narrato può ricollegarsi ad una fama sinistra del luogo. La chiesa di San Giorgio era infatti stata oggetto di fenomeni inspiegabili già agli inizi del ‘500, più precisamente nel 1517, nel mese di dicembre.

I testimoni raccontavano di aver visto processioni di monaci senza testa, oppure grandi eserciti darsi battaglia in campi innevati. In relazione alle ultime apparizioni qualcuno speculò che si trattasse di fenomeni di chiaroveggenti riguardanti il presente o il futuro prossimo: si trattava infatti di un’epoca turbolenta, fatta di guerre e di alleanze militari in continuo mutamento. Si ipotizzò addirittura che la visione annunciasse una guerra tra Francia e Spagna, i cui rispettivi re si sarebbero scontrati in Italia.

Venne anche riferito di mandrie di bestie aventi due colori diversi: taluno dice bianche e nere, altri bianche e rosse: forse tutto ciò poteva simboleggiare nuovamente la contrapposizione tra due Stati?

La notizia di tali prodigi si sparse in tutta Italia e addirittura in Europa. Addirittura un mese dopo Papa Leone X parlerà di questi fatti in un concistoro a Roma.

POSSIBILI SPIEGAZIONI

Difficile fornire un qualche tipo di ricostruzione razionale dell’evento in base ai pochi elementi in nostro possesso. La prima delle testimonianze relative alla nostra epoca soprattutto ha ben poco da raccontare: luci misteriose di solito vengono segnalate nei racconti relativi ad avvistamenti UFO, ma mi è capitato di rado di sentirne parlare nell’ambito di storie di apparizioni spettrali o di visioni divinatorie. Non volendo mettere in dubbio la buona fede dei testimoni possiamo solo immaginare che si trattasse di qualche fenomeno ottico o di rifrazione della luce.

La seconda testimonianza può essere spiegata in modo ben più razionale: i tizi misteriosi intorno al fuoco potevano essere i membri di qualche gruppo neopagano o di una setta satanica, realtà purtroppo non estranee alla nostra regione. Il fatto che il gruppo di amici non riuscisse a scorgere il volto dell’uomo armato di forca può essere ricondotto a più fattori: occorrerebbe determinare quanto fosse intensa la luce, o se l’uomo indossasse qualche tipo di maschera.

Per quanto concerne le apparizioni antiche, possiamo dire che si tratta delle più inspiegabili. Qualcheduno ha provato ad avanzare l’ipotesi di un’intossicazione alimentare che ha innescato questo tipo di allucinazione collettiva. Se le cause fossero queste, si tratterebbe certamente di uno dei casi di allucinazione di massa più strani della storia.

Luca Varinelli