Leggende diaboliche: L’Incubo e la Succuba

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La penisola italiana, da nord a sud è ricchissima di leggende che arrivano dai tempi antichi, nei mesi scorsi abbiamo avuto a che fare già con diverse creature come il Mazapegul romagnolo o la stessa Befana, oggi ci imbattiamo  in un demone che ci arriva, proprio come la Befana, dall’antica Roma: Il Succubo. Questo o questa, nella sua versione femminile nell’antica Roma prima e poi nel Medioevo altro non era che un demone seduttore, che seduceva gli uomini, specie monaci o di Chiesa per avere rapporti sessuali soggetti alla sua volontà. Diverse sono le vicende storiche in cui i Succubi e le Succube vengono chiamati in ballo, finchè nella attuale lingua italiana non è diventato un vero e proprio sostantivo (succube appunto, soggetto all’altrui volontà).

Succuba deriva dal latino (amante), la Succube, tradizionalmente, appare agli uomini sotto forma di donna bellissima, seducente e dotata di talento artistico e creativo. Secondo alcune versioni queste demoni portavano gli uomini alla morte succhiandogli tutta l’energia, secondo altri li inducevano in tentazione. In realtà spesso erano tentativi di spiegare infarti o eiaculazioni notturne dei giovani adolescenti. Qualcosa di questa leggenda ci viene spiegata nel Malleus Maleficarum o “Martello dei malefici” o “Martello delle streghe”, testo utilizzato dagli Inquisitori per la caccia alle streghe, pubblicato in nel 1487 dai frati francescani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer.

Il testo spiega come i demoni donne, o succubi, sottraessero agli uomini il seme che poi veniva utilizzato dagli incubi(demoni maschi), per fecondare le donne. Il motivo secondo questo testo era l’incapacità di procreare dei demoni e il loro desiderio di procreare uomini che fossero più inclini a peccare perchè generati attraverso di loro.

Insomma una visione un po’ contorta ma che da l’idea dell’origine di questa leggenda. La tradizione dell’antica Roma chiamava Fauno il demone maschio con in testa un berretto conico che a volte perdeva durante le sue scorribande notturne. Chi lo trovava aveva potere di trovare tesori nascosti. Una sponda ce la offre al riguardo Plinio il Vecchio che nella Naturalis Historia, parla addirittura di un antidoto derivante dalla medicina popolare: “..massaggi mattutini e serali fatti con un decotto di lingua, occhi, fiele ed interiora di serpente, lasciato a raffreddare in vino e olio per un giorno e una notte”.

Nel Medioevo tutto si fece più cruento, dai demoni che divennero per tradizioni più cattivi, i demoni maschi lasciavano le donne in pessime condizioni, tralaltro l’inquisizione utilizzò il fatto di avere avuto rapporti sessuali con demoni per mandare al rogo donne additate come streghe.

La leggenda divenne diffusissima e fu spesso trasformata, lo stesso Mazapegul, folletto disturbatore del sonno o l’Ammuntadore sardo, essere munito d’artigli simile ad un grosso cane sembrano essere delle trasformazioni dell’incubo.

Fatto sta che la leggenda parla di nascite eccellenti a seguito di intervento di Succube e Incubi come Mago Merlino, Romolo, Remo, Alessandro Magno, Martin Lutero. Ma l’origine sembra essere più antica se è vero che ancor prima che i monaci cattolici se ne appropriassero dal folklore dell’antica Roma per giustificare la caccia alle streghe, Succubi e Incubi esistevano già nelle culture ebraica, mesopotamica ed anche greca nella forma di demoni sempre associati al sonno e alla notte. A quei tempi, in particolare gli Incubi si posavano sulle dormienti per inculcare cattivi pensieri, da cui deriva il termine moderno di incubo, e consumare sesso, tanto da esser persino citato da Sant’Agostino nel De Civitate Dei di Sant’Agostino:

“Ed è notizia assai diffusa e molti confermano di averlo sperimentato o di avere udito chi l’aveva sperimentato che i silvani e i fauni, i quali comunemente sono denominati “incubi”, spesso sono stati sfacciati con le donne e che hanno bramato e compiuto l’accoppiamento con loro”.

Con la sospirata fine dell’Inquisizione e l’avvento dei Lumi, queste credenze scemarono ma non furono completamente abbandonate, si trasformarono sino ad oggi in nuove leggende, come gli stessi Vampiri. E la stessa dizione incubo come brutto sogno deriva proprio da questa antica leggenda.