Le vite nascoste dei colori

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Laura Imai Messina
Le vite nascoste dei colori

Recensione a cura di Anna Cavestri 

Un libro di grande bellezza e delicatezza .
La storia dei protagonisti: Mio la bambina e Aoi il bambino, della loro crescita e delle loro famiglie che vivevano a un centinaio di km di distanza, in Giappone.

Mio ha la particolarità di vedere i colori oltre al visibile agli altri e Aoi invece ha un deficit nel riconoscimento dei colori.

La famiglia di lei ha un laboratorio che confeziona Kimoni nuziali che richiedono tempi e ricerche di stoffa e colori che non si possono immaginare.

La famiglia di lui ha un impresa funebre. La cura dei morti e della funzione funebre, in Giappone, ha delle modalità assai diverse da quelle occidentali.

È la passione, la cura e la perfezione di quello che fanno che accomuna le due famiglie, che viene trasmessa ai figli.
Ci sono circostanze che fanno incontrare i due, ormai autonomi dalle famiglie e che non senza difficoltà e colpi di scena riusciranno a instaurare una relazione grazie alle loro meravigliose differenze .

Dentro questa trama c’è molto di più, c’è la storia di ognuno dei personaggi, c’è la storia di lavori di una bellezza unica, anche nell’impresa funebre.

C’è l’attenzione per le piccole cose, per Mio soprattutto il rapporto con i colori che lei collega e annota anche alle persone che incontra .
Per Aoi il prendersi cura dei defunti e dei loro parenti con una sensibilità inusuale.

Il libro presenta una scrittura accattivante, la leggerezza con cui viene descritto anche l’episodio meno leggero.
La scrittrice nata in Italia si è trasferita a Tōkyō dove ha conseguito un dottorato in Lettura, ora insegna italiano nelle più prestigiose università del Giappone.

Una gran bella lettura.

Anna