Le stelle doppie

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Anna Bertini
Le stelle doppie

A cura di Anna Cavestri 

Si entra in questo racconto in punta di piedi, piano piano.
Quello che poi si paleserà è frutto di sapiente intreccio delle storie dei personaggi.
Quello che invece, a me, si è subito palesato, è la magia attorno a cui gira tutto.
La magia di uno stabilimento balneare negli anni 70, nella costa tirrenica, dove per anni gruppi di famiglie e relativi figli, piccoli o adolescenti si ritrovavano a fare le vacanze. Non c’è posto più magico di un ritrovo al mare dove converge un insieme di umanità e delle loro caratteristiche.
Il divertimento innanzitutto, i primi amori , la spensieratezza, il ritrovarsi insieme.

Quello di cui si racconta, il lido, si chiama Aldebaran, e già in questo nome sono racchiuse una serie di magie.
Si tratta di un corpo celeste, una stella molto luminosa che al suo interno ne contiene un’altra, vivono in simbiosi.
La proposta di una delle amiche del bagno di ritrovarsi dopo trent’anni circa, mette in moto in ognuno dei ragazzi coinvolti, ormai adulti e sparsi in giro per il mondo, una nuova energia. In ognuno i ricordi del passato, belli, traumatici, familiari individuali, che rievoca quel posto in quegli anni è una sorta di occasione per guardare finalmente in faccia e dare il giusto nome a quello che è stato con la maturità e la capacità degli anni in cui ora stanno vivendo.

Un mondo che sta attraversando per esempio i problemi delle guerre mondiali, dell’ attacco alle torri gemelle, delle manifestazioni pacifiste.
Alcuni di loro si sono tenuti in contatto, alcuni sono spariti, ci sono stati dei lutti, nel fermento di organizzarsi per questo incontro all’Aldebaran, la scrittrice ci consente di conoscere meglio i protagonisti di questa storia, della loro psicologia, delle connessioni tra l’uno e gli altri, alcuni sono state proprio stelle gemelle.
All’incontro qualcuno non ci sarà, tra i presenti si rivive la magia, grazie anche ad una playlist preparata appositamente da uno degli amici .

Quanto c’è di più rievocativo della musica!
E nuovamente questo luogo si rivela magico per le sorprese che non ha finito di dare.
Sono entrata subito in sintonia con questo racconto, negli anni ‘70 ho frequentato altri lidi e altre coste, ma tante sono le similitudini della situazione, delle persone, delle dinamiche tra loro, che sembra di essere lì con loro.
Credo che sia “una regola “ universale.
Ed anche il ritrovarsi dopo tanti anni, e mi è capitato, una sensazione molto simile.
Con pacatezza la scrittrice ha messo a posto ogni tassello del grande puzzle della umanità protagonista del libro, con un messaggio che ho colto ( non so se era sua intenzione darlo ) che ci si può scrollare di dosso anche i drammi del passato per vivere in serenità la vita adulta.
È una scrittura coinvolgente, si legge tutto in una volta. È un libro che lascia aperte molte riflessioni.
Ne consiglio la lettura, ne vale la pena.