Le scatolette di tonno

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Rieccomi dopo qualche mese, dopo una serie di massime mattutine elargite per voi, adesso parto con una serie di dilemmi del consumatore medio, forse un po ignorante, ma non fesso.

Voglio dire, siamo alle prese con risorse sempre più limitate, siamo sempre di più, ma continuiamo ad avere valanghe di merci nei supermercati, molte delle quali vanno a “ramengo” scadute, senza essere acquistate.

Al di là dei discorsi corretti, etici, relativi al disequilibrio tra una parte del mondo che non ha nulla e una parte , sempre ampiamente minoritaria, che ha troppo e si permette di “scartare grasso”, la domanda che mi pongo è molto più spiccia:

Cosa c’è dentro le scatolette di tonno?

Stasera mi sono mangiato una scatoletta di sgombro sott’olio, devo dire gustosa,me la sono mangiata in insalata con un bicchiere di vino bianco. Ad un certo punto, vi giuro, il bicchiere era uno, mi dico: Ok, è sgombro. Lo mangiano in pochi lo sgombro rispetto al tonno. E’ la prima volta che lo acquisto in diversi anni.

Nell’arco della mia vita ho avuto a che fare diverse volte con una scatoletta di tonno, specie da giovane. In famiglia, all’università, durante le vacanze al mare, nell’insalata di riso, persino nei ristoranti.

Ora, una volta al mese almeno mi imbatto nelle più svariate trasmissioni televisive su tema ambientale. Oppure mi imbatto in qualche articolo in rete, catastrofista o meno, antagonista o meno, o su qualche rivista.

Tutti scrivono:” Il pesce negli oceani si è ridotto ad un terzo per via della pesca indiscriminata”;”il tonno è sempre più raro”.

Nella mia mente di semplice consumatore che non si occupa di pesca, ambiente e tonno ma che ha a cuore la propria salute e magari avrebbe piacere di sapere cosa mangia, al di là del sapore piacevole; mi è sorta una domanda semplice semplice: Da dove arriva tutto sto tonno?.”E’ tutto tonno?”.

Ora, durante le beneficenze e la raccolta beni per i clochard o i senza tetto uno dei primi alimenti che si da è la scatoletta di tonno. I bambini e gli adolescenti amano il tonno perché saporito. Le signore si fanno il tonno con l’insalatina e pure i signori attenti alla linea, scolando bene l’olio.

Nelle scuole, negli asili, nei centri anziani danno il tonno, lo so per certo. Gli amanti della nouvelle cuisine in qualche piatto ci trovano il tonno. In Africa tra le varie cose si manda scatolame, in particolare tonno. Da Los Angeles a New York, da Dublino a Vladivostok, Da Città Del Capo a Sidney a Buenos Aires per non parlare del Giappone, si trova Tonno nei supermercati. In una qualche forma, spesso in scatola, a volte fresco, lo si trova quasi ovunque.

Adesso la domanda:Ma se il tonno sta scomparendo, da dove diavolo arriva tutto sto tonno? Siamo sicuri sia sempre e solo tonno? Forse ci sono da allevamento, probabile, cosa mangiano i tonni di allevamento?. Possiamo fidarci?.Io non mi abbuffo ne mai mi abbufferò di tonno ma le domande me le faccio ugualmente.

 

…forse sarebbe il caso di capirci qualcosa in più..forse sarebbe il caso di iniziare a drizzare le antenne, qualcuno lo avrà anche fatto..spero..alla prossima domanda…

(Immagine dal web..volutamente una tartare di tonno e non una scatoletta..il dubbio è sul tonno in generale, non solo scatolette..)