Le Panare a Spongano per onorare S. Vittoria

0
2076

Il 22 Dicembre come ogni anno si tiene a Spongano un’antica tradizione legata al culto del fuoco e a quello di Santa Vittoria: la Festa de le Panare. Un rito tradizionale antico e sentito da parte della popolazione del piccolo paese salentino. Si rinnova così ogni anno poco prima di Natale a Spongano la tradizionale festa delle “Panare”.

Le Panare sono delle ceste di vimini intrecciate con listelli di canne e riempite di sansa, residuo della molitura delle olive e adornate di festoni, fili dorati, bandiere di carta colorata, mandarini, palme da dattero ed altro ancora. La festa inizia nel pomeriggio quando la Banda che apre il corteo, invita a tirare fuori le “Panare” preparate un tempo solo dai frantoi, oggi partecipano anche  singoli cittadini, associazioni, Amministrazione Comunale ed il Comitato Festa. Le Panare così addobbate vengono raccolte in corteo nei vari punti del paese per essere portate tutte insieme in un posto prestabilito e fatte bruciare in onore di Santa Vittoria protettrice di Spongano. La serata continua con momenti di sano spirito paesano allietato dalla musica popolare, taralli e vino per tutti fino a notte tarda. Il programma prevede l’inizio del corteo nel primo pomeriggio con la partenza tradizionale da Palazzo Bacile.

Poi intorno alle 20.00 l’arrivo di tutte le Panare nei pressi del Municipio. Subito dopo partono i festeggiamenti. Il corteo delle Panare per le vie del paese sarà accompagnato dalla banda musicale.panare Le panare sono delle ceste, solitamente fatte con arbusti di ulivo e vimini, utilizzate per contenere qualsiasi cosa, dagli alimenti a oggetti di vario genere. Un tempo erano numerosi gli artigiani o semplici contadini che le producevano, per poter comodamente raccogliere i frutti dagli alberi e avere un solido recipiente con il quale trasportarli a casa, dato che di solito si andava in giro in bicicletta o a piedi.

Oggi è uno dei prodotti più venduti nelle fiere artigianali che si tengono nei vari comuni del Salento. Furono i baroni Bacile di Castiglione a portare nel Medioevo il culto della santa romana Vittoria a Spongano eletta poi a Patrona del paese in seguito ad una successioni di miracoli che la stessa Santa Vittoria avrebbe compiuto per salvare i raccolti dalla distruzione da parte di devastanti eventi meteorologici. Gli stessi Bacile chiesero poi all’arcivescovo di Otranto di poter festeggiare la santa in due occasioni, una a Dicembre e l’altra ad Agosto. Con questo culto è nata anche la festa del le panare, una delle più antiche del salento, anche se sono in molti a ritenere che una forma ancora più antica di questa tradizione fosse già presente nel territorio sponganese.

Le panare vengono riempite di sansa, una sostanza di scarto ottenuta dalla lavorazione delle olive nella fase di spremitura da cui si ottiene poi l’olio. E’ composta quindi da pezzi di noccioli, pezzi di buccie e altri residui che rimangono dopo l’estrazione dell’acqua vegetale dall’oliva. Questa sostanza emana un odore molto forte e pungente ed è usata anche come combustibile. La sansa usualmente viene sottoposta a 2 o 3 procedimenti a ripetizione, detti ripassamenti, al fine di ricavare la massima quantità possibile di estratto liquefatto. Le panare vengono poi decorate con grandi fiori e foglie, una volta dato fuoco ardano lentamente e poi vengono trasportate su carri accuratamente decorati condotti in processione per le vie del paese.

Alla fine della processione le panare vengono riposte tutte insieme nello stesso luogo per attendere che prendano fuoco del tutto. Alla fine della serata vengono poi distribuiti lupini, tarallini e vino, con dovuti accompagnamenti musicali con musica di banda e tradizionale. Con questa festa si celebra il fuoco in una terra dalla lunga e profonda tradizione olearia. Ed attraverso il fuoco la cultura contadina del Salento ha trovato il modo di manifestare la sua riconoscenza per il raccolto avuto e l’auspicio di un proficuo raccolto per l’anno successivo.s-vittoria-spongano Santa Vittoria, la santa cattolica a cui è stata associata questa tradizione, fu una donna che si oppose alla nozze con un patrizio di nome Eugenio, rinunciando inoltre ai suoi oggetti e ai suoi gioielli che donò ai poveri. Ad Eugenio, che voleva principalmente impossessarsi del patrimonio della santa, questa cosa non piacque e per punizione rapì Vittoria, la esilio nella sua tenuta e la uccise.

La morte di Vittoria non avvenne direttamente per mano del suo sposo rifiutato ma per quella di un commissario imperiale. Questo fu inviato su richiesta di Egidio dopo che Vittoria, accogliendo una supplica di aiuto della popolazione locale, scacciò un drago che terrorizzava gli abitanti della stessa terra in cui venne esiliata. Questo drago era una bestia molto feroce e incendiava tutto, case e raccolto con il solo respiro. Nel luogo che il drago scelse come sua dimora la santa chiese che le fosse costruito un oratorio e che delle vergini si fossero unite alla causa cristiana come sue discepole. Dopo questi eventi Vittoria fu richiamata all’ordine dal commissario che le ordinò di prestare fedeltà e di venerare un’effige della dea Diana; il suo rifiuto le costò la vita, ella fu uccisa con una spada. Il fuoco delle panare di Spongano è stato associato agli incendi che il drago provocava ai raccolti della popolazione salvata da Vittoria. La tradizione vuole che si festeggi anche il 7 ed 8 agosto data in cui la santa salvò Spongano dalla grandine.

Una tradizione che rimane intatta nel tempo e raccoglie un vasto pubblico. La combustione lenta delle Panare dura a lungo a volte fino a Natale, e passata la mezzanotte, inizia la caccia al fuoco, perchè ognuno vuol portare nella propria casa un pò della brace, considerata da tutti un segno di prosperità per il futuro.

Raimondo Rodia