Le morti più strane di personaggi storici famosi

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Buongiorno ragazzi! Quando si parla della morte di qualcuno è sempre bene tenere un certo contegno però, come vedremo, la dipartita di alcuni personaggi molto noti nella storia è avvenuto in un modo talmente strano, improbabile, buffo, da farci stupire, riflettere o a volte addirittura sorridere.

Oggi ho selezionato per voi alcune delle morti più strane della storia umana.

GIULIO CESARE

La morte di Caio Giulio Cesare non è propriamente strana, anzi, vista la fine di altri dittatori e imperatori romani direi che rispetta lo standard: egli muore assassinato in una congiura ordita dai senatori.

Tuttavia sono le modalità con cui si è arrivati alla morte a risultare abbastanza strane. Alcune cronache ci parlano di sogni premonitori fatti dalla moglie di Cesare, Calpurnia, nonché dallo stesso Cesare la notte prima dell’omicidio. Si dice che Cesare in particolare abbia sognato Giove che gli tendeva la mano: ciò  può essere interpretato sia come buono che come cattivo auspicio: da un lato poteva significare che sarebbe morto a breve, dall’altro che a seguito della sua morte sarebbe stato divinizzato.

Più enigmatico il sogno di Calpurnia, che narrò di aver visto la casa crollare, Cesare morirle tra le braccia e le porte della camera spalancarsi da sole.

Un altro racconto dice che il filosofo Artemidoro, grande amico di Cesare, avesse consegnato al dittatore un messaggio in cui lo avvisava della congiura, ma a causa delle pressioni della folla egli non riuscì a leggerlo. Qualcuno ha voluto avanzare a proposito un’ipotesi alquanto suggestiva, ossia che Cesare non abbia voluto evitare la congiura per “uscire di scena con una morte epica”: Cesare infatti aveva cinquantasei anni quando fu assassinato (età avanzata per l’epoca) e soffriva di frequenti attacchi di epilessia ed altri disagi.

ATTILA

Se la morte di Cesare può essere considerata non eroica ma dignitosa vediamo ora quella del terribile re degli unni. Costui, sappiamo, fu ritenuto per anni una minaccia inarrestabile per l’Impero romano: nella sua breve vita (47 anni) egli condusse le orde unne alla vittoria, e rimase imbattuto fino alla battaglia dei Campi Catalaunici nel 451; sopravvisse pure, in almeno un’occasione ad un tentativo di assassinio.

La sua reputazione non era affatto cambiata quando, nel 453 decise di prendere moglie. Se fosse sopravvissuto quasi sicuramente avrebbe ritentato l’invasione dell’occidente già l’anno successivo.

Purtroppo (o per fortuna) il Flagello di Dio morì proprio la notte in cui si festeggiava il suo matrimonio, bevendo talmente tanto da essere soffocato dal proprio sangue, in un’epistassi improvvisa, o dal proprio vomito.

FEDERICO BARBAROSSA

Qui mischiamo storia e leggenda, più precisamente con la leggenda della Lancia Sacra. Tale reliquia che avrebbe trafitto il costato di Gesù sulla croce si dice che avesse il potere di rendere invincibili finché si fosse rimasti in suo possesso. Il mito vuole che l’imperatore del Saro Romano Impero abbia conquistato non si sa dove la leggendaria Lancia, la quale lo tenne indenne per moltissimi anni.

Barbarosse aveva sessantotto anni quando nel 1190 partì per recarsi a combattere nella terza Crociata. Durante il viaggio l’imperatore si accinse a guadare un fiume e si racconta che in quel momento, a causa dei flutti, la lancia gli sfuggì di mano e lui morì annegato.

PITAGORA

Il filosofo di cui parliamo ora ha anche la fama di essere un grandissimo matematico; ciò nonostante non può essere considerato una delle menti più razionali: infatti lui e i suoi seguaci (la setta dei Pitagorici) seguivano uno stile di vita letteralmente improntato su numerose superstizioni: una di queste era il divieto di mangiare fave (forse perché l’alimento era simbolicamente collegato alle celebrazioni in onore dei defunti), o anche solo di entrarvi in contatto.

Una versione della morte del filosofo vuole che egli abbia attirato su di sé le ire del tiranno di Crotone, non ammettendo lo stesso alla propria scuola: costui inviò dunque dei sicari per ucciderlo.

Il filosofo tentò la fuga nell’aperta campagna ma si ritrovò ad un tratto di fronte ad un campo di fave: egli preferì allora farsi uccidere piuttosto che attraversare il campo e violare il rigoroso precetto.

DRACONE

Quella di Dracone costituisce forse la morte più bizzarra di tutta la storia. Costui è conosciuto per essere stato in vita un politico inflessibile e a tratti spietato, nella cui mentalità il bene della società veniva prima di quello del singolo individuo. Il codice di leggi che egli emanò ad Atene conteneva norme estremamente rigide, e prescriveva la pena di morte anche per infrazioni piuttosto semplici. Il termine draconiano infatti indica a tutt’oggi un dispositivo al contempo rigoroso e intransigente.

Si racconta che un giorno il temuto legislatore si recò in visita dell’isola Egina, dove venne acclamato dalla folla. Usanza del tempo voleva che quando si riceveva la visita di un’alta personalità si deponessero i mantelli per terra in suo omaggio. Si dice che qui i mantelli furono un po’ troppi, e Dracone finì soffocato da una coltre di stoffa! Come disse un tipo strano con una mascherina: coincidenze? Non credo!

VESPASIANO

Veniamo ora alla morte di un personaggio storico che io considero più “comicamente epica”, quella dell’imperatore Vespasiano.

Tito Flavio Vespasiano è conosciuto in particolar modo per le grandi opere pubbliche da lui compiute quando era in vita oltre che per la sua inesauribile dose di humor. Tra le realizzazioni pubbliche più famose ovviamente figurano i Vespasiani, meglio note come latrine pubbliche e accostate alla famosa frase dell’imperatore “pecunia non olet” (il denaro non puzza).

L’impero di Vespasiano, c’è da dire, fu piuttosto duraturo (dal 69 al 79 d.C.), il che era una fortuna vista la fine di numerosi suoi “colleghi”, ed egli fu senza ombra di dubbio uno dei più longevi (quasi 70 anni).

Tuttavia il suo dominio ebbe fine a causa di una morte naturale ma prematura: l’imperatore che aveva creato i bagni pubblici morì a causa di violenti attacchi di dissenteria causati probabilmente da una complicazione digestiva per aver bevuto acqua gelata.

Fino all’ultimo l’imperatore non perse il suo senso dello humor: dopo aver bevuto l’acqua della fonte che gli causò la con gestione si narra che si sia portato le mani al petto e già intuendo l’approssimarsi della morte abbia esclamato “Vae, puto deus fio!”, “Ahimè, mi sa che sto diventando un dio!”

Luca Varinelli