Le mie donne

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Le mie donne
sono parole,
magari un po’ stanche,
ma ancora vive.
Sono giri di voce
di una camminata nell’oggi.
Vaga idea di realtà.
Sono mani strette da sempre
Incrociando le colpe e le voglie.
Dei racconti passati sospiriamo,
Ahimè conosciamo le storie!
Di cellule divise non sappiamo che dire.
Ospitalità dovuta.
Ragazzi, questa è natura!
Non è quella la chiave.
Non è chimica
ne biologia.
Tengo le mani vicine.
Consapevole,
tengo le mani del mondo
nelle mie.
Non siamo una sola cosa.
Siamo.
Unicamente respiriamo.
Tenendoci la mano,
una ad una.
Sotto un cielo,
che le stelle le ha perse,
siamo.

SM tdr 07/03/18

Goto di Gianfranco Artibani