LE FIGLIE DEL CAPITANO

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Siamo nel 1936. Emilio Arenas, di Malaga, decide di lasciare la Spagna e di trasferirsi nella comunità spagnola della Grande Mela in cerca di fortuna e poi convince la moglie Remedios a raggiungerlo insieme alle tre figlie, Victoria, Mona e Luz.

Con enormi sacrifici apre il locale El Capitan a gestione famigliare ma, appena l’attività è avviata, Emilio ha un incidente e muore, lasciando le quattro donne sole in un luogo a loro sconosciuto.

Da questo momento inizierà un periodo difficile, in cui Remedios e le sue figlie saranno in balìa degli eventi, di gente che vorrà approfittarsi della situazione.

L’autrice ha approfondito in maniera precisa ogni evento e ogni situazione che i personaggi si trovano a vivere, ha descritto gli stati d’animo in modo eccellente e ha saputo raccontare la storia – piuttosto complessa – senza mai perdere il filo conduttore.

Remedios è la classica mamma “di una volta”, inquadrata, severa, ligia al dovere che cerca, per quanto le è possibile, una volta rimasta senza marito, di guidare le figlie sulla retta via, ma queste ultime hanno il loro bel caratterino.

Victoria, forse, è la più “tranquilla”, quella che più si avvicina al pensiero materno, tanto che sarà l’unica a trovare un uomo più grande di lei, e a sposarsi per trovare una certa stabilità, per poi accorgersi che gli eventi non vanno mai forzati.

Mona è la più responsabile, la ragazza che si occupa della parte più economica, che cerca di risparmiare all’osso per saldare tutti i debiti e che, però, sa il fatto suo e fa di tutto per “cambiare aria” e aprirsi alle novità.

Infine Luz è la più artistica, ama la danza, il canto e vorrebbe improntare la sua vita su questo, ma rimane ancorata a terra per volere di altri.

Ciò che accomuna le tre sorelle è la gran voglia di rinascita e di far capire a tutti che sanno pensare con la loro testa, che sanno vivere e badare a se stesse senza dipendere da altri e che, nonostante tutti i soprusi subiti, hanno saputo risollevarsi e riprendere in mano le redini della propria esistenza.

Un romanzo appassionante, intrigante, pieno di colpi di scena che si fa leggere volentieri!

Consigliato!