Le case del malcontento

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Sacha Naspini
Le case del malcontento.

Uno dei libri più belli che ho letto ultimamente.
Le case è un borgo che come dice Don Lauro ai suoi fedeli “ l’occhio del Signore veglia su di voi anche se siete sparati nel culo del mondo “
“Case è un cuore nero piantato in mezzo al pancione di maremma (Toscana).

Succede di tutto, c’è l’osteria dove si giocano veri tornei di scacchi, il negozio che vende di tutto. Ma sono gli abitanti la cosa più interessante. C’è una varietà di personaggi che manco con la fantasia più fervida si riesce ad immaginare.
A cominciare proprio da Don Lauro finito a dormire nella torre del campanile e che non riesce più a dormire per il ticchettio dell’orologio, che disdegna le cure del dottor Saglini, tra i due non corre buon sangue. Ateo uno e contro le medicine l’altro.

“Le case è un posto pieno di trappole, la più grande resta il cervello di quelli che ci abitano dentro “

Ci sono pure persone per bene ovviamente, ma storie che hanno dell’inverosimile come la morte improvvisa di uno dei fratelli gemelli, come gli altri due loro fratelli: gemelli, nani e sordi un maschio e una femmina.

Tra loro hanno inventato la “propria” lingua dei segni. Inutile dire la cattiveria e i pettegolezzi nei loro confronti, eppure nessuno sa a parte chi la vende che la nana è una grande appassionata della settimana enigmistica e niente meno che un’affermata scrittrice che pubblica con un nome di fantasia.

Così come tiene col fiato sospeso la sparizione di una ragazza.
In un posto così piccolo chi si ferma deve accontentarsi, ogni tanto qualcuno se ne va.
“Se Le Case ti insegna qualcosa è che per stare bene qui ti devi accontentare di poco…”

Una bella scrittura, una ampia descrizione di umanità nel bene e nel male, davvero un bel libro.

Anna