Le Alpi Cozie

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Ci sono le Dolomiti, il Monte Cervino, l’Ortles, il Monte Rosa, l’Altopiano di Asiago, zone montuose dell’Arco alpino italiano particolarmente rinomate. Ma le Alpi hanno tanti luoghi suggestivi, dalla Slovenia alla Savoia oltre quelli maggiormente conosciuti.

Ad esempio le suggestive Alpi Cozie, che cingono tutto il sud ovest del Piemonte custodendo la cosiddetta “provincia granda”. Dalla pianura cuneese le vedi svettare. Da qui come partono a mo di raggiera le valli di Saluzzo e Cuneo, di fatto punti di partenza di percorsi di confine.

Da qui si giunge in Francia attraverso le valli aperte, mentre quelle chiuse sono le più verdi, selvagge e affascinanti.

Qui si trovano le Sorgenti del Po, alle pendici del Monviso, dove di fatto, un timido rivolo, è stato capace, facendosi strada a fatica, di creare l’intera Pianura padana. Qui, in effetti, il Pò, presso la radura di Pian del Re, fatica quasi a farsi strada.

Poi più a valle diventa già più robusto, insinuandosi fra le case e sfiorando la grande Abbazia di Staffarda e il Castello della Manta, dove sono racchiuse alcune pitture tardogotiche che raffigurano il mito della fontana dell’eterna giovinezza e si ispirano a temi cavallereschi.

Nei pressi, qualche chilometro a sud, si arriva in Occitania, in Valle Varaita, dove troviamo le chiese di Mistà, un termine occitano che indica le piccole immagini devozionali che si trovano nelle chiese di montagna. Nelle chiese cosidette di Mistà, si trovano le origini ancestrali della devozione e del culto. Qui, in queste valli, presso il borgo di Bellino,  ai margini della civiltà, sorge la piccola parrocchia, costruita dove esisteva un altare romano. Nelle mura restano incastonate le statuette di dee giumente e divinità del sole, derivanti dai culti celtici.

Sempre in zona, al di sotto del Colle di Sampeyre, da cui si ammira una vista meravigliosa, si trova Elva, posto tra le due vallate di Varaita e la Maira. Si trova a 1637 metri d’altitudine. Elva custodisce un grande capolavoro artistico, un dipinto di Hans Clemer, pittore prediletto dai Marchesi di Saluzzo, fra il Quattrocento e il Cinquecento. Qui il pittore trovò la sua più grande ispirazione e dipinse le sue opere migliori: la Crocifissione e le Storie di Maria. Le due opere sono poste nel presbiterio della parrocchiale di Santa Maria Assunta. Uno spettacolo artistico di grande livello e molto misterioso. 

È affascinante come l’arte si sia arrampicata in un luogo così impervio e qui abbia trovato motivo di nascere e vivere.

Un altro esempio in tal senso, sono i monumenti, non solo di pietra, della Valle Maira, valle conosciuta per essere incontaminata e selvaggia, coronata da vette imperiose e rocce austere come la Rocca provenzale.

Il centro principale qui è Dronero, un paese vivo, con una piazza sempre piena quando c’è il mercato e i caffè ben frequentati. Le Alpi Cozie e il Ponte del Diavolo, gioiello medievale della zona rialente al Quattrocento, fanno da sfondo al tutto, rendendolo affascinante e spettacolare.

Il fiume ha pure un mulino che produce farine e biscotti come secoli fa, acquistabili nelle botteghe locali. Ma le attrazioni della zona non sono finite, qui sorge il parco dei Ciciu del Villar, con le formazioni geologiche curiose e uniche.

Infine, sempre in zona sorge il Castello del Roccolo, presso Busca, uno dei pochissimi castelli neogotici in Italia In Italia, eretto nel 1831. Fu la  residenza estiva dei Marchesi di Saluzzo. Ricorda i castelli delle fiabe e lo fa senza essere fuori contesto, sposandosi con la realtà locale.

Sorprese finite? Macché vicino c’è la Valle Grana con il paese di Caraglio col Museo del Filatoio Rosso, a testimoniare l’antica vocazione nella produzione della seta. Qui sorgono altre chiese di Mistà che colorano l’accesso ad una valle molto selvaggia, stretta. In fondo a questa valle sorge il Santuario di San Magno, martire protettore del bestiame e dei pascoli, fondamenti dell’economia locale.

Il santuario appare splendido e marstoso a 1761 m.s.l.m. con la sua magia e spiritualità. Spesso le nubi basse lo avvolgono, rendendolo ancora più misterioso.

Questo luogo è anche il regno di un formaggio noto e speciale, il Castelmagno, prelibato con le confetture o fuso sopra gli gnocchi.

Un’altra valle importante è la Valle Stura, che collega Francia e Italia tramite il valico posto a 2000 m, il Colle della Maddalena, con il suo lago in territorio italiano, poco prima del confine.

Il colle richiama le imprese delle gare automobilistiche e ciclistiche con Fausto Coppi protagonista. Qui sorge l’imponente struttura militare ottocentesca del Forte di Vinadio, risalente all’800′.

Nell’ampia valle e nelle sue diramazioni si possono trovare luoghi suggestivi, come Ferrere, villaggio alpino, disabitato in inverno, dove sorge il Museo del Contrabbandiere.

Da Roccasparvera invece s’imbocca il vallone segnato dal corso del Rio di Valle Stura di Demonte e al termine della strada si giunge al rifugio Paraloup. Questo rifugio è il punto di partenza di tante escursioni, essendo la più alta borgata del comune di Rittana, che oggi offre 16 posti letto e un ristoro. In particolare chi ama la mountain bike potrà trovare sentieri molto interessanti.

Paraloup sta per “difesa dai lupi” avendo costituito nel tempo un avamposto umano in un mondo selvaggio e selvatico. Questo fu anche un avamposto della resistenza, tra il 1943 e il 1944 infatti, il Paraloup ospitò la prima banda partigiana di Giustizia e Libertà, comandata da Duccio Galimberti, Dante Livio Bianco e Nuto Revelli. “Libertà bene immenso” è il cartello che da il benvenuto al rifugio.

Queste e altre bellezze e curiosità sono nascoste in queste valli incassate lassù in fondo, a Nord Ovest, quasi volutamente austere e poco propense alla propaganda, ma davvero di notevole interesse.

D L.

Fonti: Touring Club