L’assenzio o Artemisia

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assenzio o artemisia

Proseguiamo il nostro viaggio tra erbe e frutti benevoli per corpo mente e spirito,trattandone una “storica”. Questa pianta è da sempre utilizzata per svariati trattamenti di ogni genere. E’ una pianta amara che ha tante qualità e proprietà anche se è accompagnata da un alone di mistero e diffidenza per via dell’utilizzo massivo fatto anche in ambito letterario nei secoli scorsi. Favorisce la digestione, regola la secrezione biliare, il flusso mestruale, febbrifuga o antipiretico, vermifuga, favorisce l’appetito tanto da essere utilizzata in caso di inappetenza dovuta a stress psicologici o patologie.Utile anche a protezione del fegato. Mi sembrano una serie di funzioni per cui sia giusto rivalutare questa pianta.

Utilizzo e controindicazioni

Di fatto si tratta di una droga, utilizzabile come estratto fluido, sotto forma di infuso o decotto. Utilizzandola mezz’ora prima dei pasti se manca l’appeti, mezz’ora dopo in funzione digestiva. Famoso è anche il liquore con effetti paragonabili alle droghe leggere a causa di alcuni oli essenziali presenti nella pianta. Tante sono le qualità di quest’erba, tuttavia avendo diversi principi attivi tossici, va utilizzata con molta cautela e sotto prescrizione medica o di uno specialista. In passato l’Assenzio fu spesso associato agli scrittori ed agli artisti del Decadentismo,tanto che in Francia, fino alla sua proibizione nel 1915 fu popolararissimo.

L’Assenzio o Artemisia è una pianta perenne, ha un fusto dritto color argento, può raggiungere il metro di altezza e le sue foglie sono grandi di un colore grigiastro sopra e bianche sotto. I suoi fiorellini sono di colore giallo pallido e fiorisce da luglio a settembre. Essendo il suo frutto  un achenio,la pianta contiene olio essenziale, acidi, nitrati,absintina, resine, tannino. Contiene anche moltissimo tujone (un chetone dal sapore di mentolo,presente anche nella salvia), ma questo viene perso quasi tutto durante l’essiccazione.

Le parti utilizzate dell’Assenzio sono i fiori e le foglie essiccati entrambi all’ombra da cui si ottiene appunto il decotto o infuso che è un ottimo con le funzioni scritte sopra. Utilizzabile anche per curare le ferite e aromatizzare i liquori, si può usare anche come condimento nelle pietanze ma in dosi limitate in quanto molto amaro.

L’abuso di Assenzio provoca intossicazione, per questo motivo in alcuni paesi è stata vietata la vendita del liquore prodotto con questa pianta per quasi 100 anni: è il caso della Svizzera, paese di origine della bevanda alcolica.

Consigliabile dunque da utilizzare magari sotto controllo medico o come infuso o decotto viste le molteplici funzioni.