L’arte fotografica di Fortunato Martines

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Nella periferia sud di Galatina, ai margini dell’abitato sulla strada provinciale 362 che conduce a Sogliano Cavour c’è una signora arzilla, sveglia e piena di vita nonostante gli anni che per lei sono già 90, mi aspetta nella sua villa immersa nel verde per raccontarmi di suo zio Fortunato celebre fotografo, il suo nome è Lidia Martines.

Mi accoglie con un sorriso e mi fa accomodare sul divano e mi racconta subito di essere l’unica superstite della famiglia in vita ad aver conosciuto zio Fortunato, fratello del padre Antonio. I suoi ricordi sono nitidi e ben definiti, ricorda la casa di via Mezio 75 a Galatina dove con le due sorelle ed il fratello furono ospiti più volte dello zio, che dal matrimonio non aveva avuto figli.

In particolare con voce rotta dall’emozione mi racconta un fatto grave che avvicinò le due famiglie dei fratelli Martines che vivevano entrambe nel palazzo di via Mezio 75, a Galatina, dove vi era anche lo studio professionale del fotografo Fortunato aperto nel 1900. Nel 1933 al settimo mese di gravidanza la mamma della signora Lidia, stava per avere l’ultimogenito Lucio-Giuseppe ed ebbe un ictus che poi risolse molto tempo dopo, a quel tempo le tre sorelline Martines Giuseppina, Lucia e Lidia spesso attraversavano specie di notte i pochi metri del pianerottolo che divideva l’ingresso delle case dei due fratelli Martines.

Per lo zio Fortunato era una gioia godersi le tre nipotine, anche perchè nessun lieto evento aveva sorriso alla sua casa, così per un certo numero di anni Lidia e le due sorelle erano spesso ospiti di casa Fortunato Martines e dello studiolo da fotografo. Lidia ricorda molto bene tutti i preparativi prima di una foto in studio, metteva il soggetto in posa e poi si infilava sotto una coperta nera a scattare foto che venivano impressionate su lastre di vetro o celluloide e portate dallo zio nella camera oscura, un luogo buio e stretto così lo ricorda dove rimaneva a vedere lo zio impegnato a far emergere da una bacinella metallica piena di acidi, lo zio con sicurezza per ore muoveva la pellicola finchè non si compiva la magia di far apparire il negativo della foto che poi veniva in seguito stampata su carta e ritoccata con piccoli pennellini, proprio nell’arte del ritocco si imponeva la bravura di artista di Fortunato Martines che oltre ai luoghi ed ai paesaggi nelle foto ritratto dava il suo meglio, riusciva a dare un anima alle foto che ritraevano i vari soggetti, il risultato finale era sempre apprezzabile.

Celebri sono le foto ritratto di Giulio Caprioli, ultimo banditore a Galatina, un mestiere ormai scomparso. Il banditore era colui che ad alta voce per le strade della città forniva notizie sulle disposizioni dell’amministrazione locale. La foto fu scattata nel 1930 all’interno dello studio del fotografo Martines in via Mezio 75. Oppure quella del ” Fagioli ” un uomo che colpì la fantasia del fotografo nel 1920. Nel 1934 invece mette in posa le tre nipotine, al centro della foto proprio Lidia, l’unica delle tre sorelle ancora in vita che a quel tempo nel 1934 aveva 6 anni, oggi ne ha ben 90 essendo nata nel maggio del 1928.

Altre foto che con calma stiamo recuperando ci raccontano come le botti fuori dal piazzale della ditta Folonari diventavano poesia, ma la bravura di Fortunato Martines era quella di ritrattista, qui sapeva cogliere l’attimo giusto per uno scatto, la giusta luminosità, l’espressione.

Fortunato Martines nasce nel 1875 a Galatina in vico del Carmine 10, nell’antica casa della famiglia di Giuseppe Martines, dopo aver frequentato come garzone lo stabilimento tipografico Mariano, giovanissimo si trasferisce a Napoli per conseguire il titolo professionale di ” Artista Fotografo “. Nel 1900 apre lo studio professionale in via Mezio 75 dove abitava nel palazzo che divideva con il fratello Antonio padre di Lidia. Nel 1908 vince a Catania il Gran Premio e la medaglia d’oro nella prima Esposizione Campionaria Internazionale.

Dopo la felice partecipazione con premio di Catania l’anno dopo nel 1909 riceve a Parigi il ” Diplome de Grand Prise “, la ” Croise Insigne ” ed anche qui la ” Medaille d’Or ” durante la Esposition Internationale delle Arti e Scienze nell’ambito dell’arte fotografica. Importante fu nel 1916 il rapporto professionale con la contessa Castriota di Ruffano. Nel 1920 una foto che entra negli annali lo scatto ed il ritratto a Salvatore Regno detto il ” Fagioli ” venditore ambulante. Nel 1921 diviene fotografo ufficiale di Galatina grazie al volere del sindaco di allora dottor Vito Vallone. Nel 1926 sposa Assunta Baffa, mentre e del 1930 la foto ritratto a Giulio Caprioli detto il ” Banditore ” per il suo lavoro. Del 1934 la foto delle sorelle Martines. Grazie all’aiuto di Lidia recuperiamo anche una foto ritratto del fratello maggiore Francesco, morto pochi anni dopo per la puntura di una mosca tse tse. Fortunato Nel 1944 termina la sua attività di fotografo e muore il 7 gennaio 1947. Interessante per chi ama l’arte fotografica conoscere la corrispondenza che Fortunato intratteneva con la ditta di Lugano G. Mayr di prodotti fotografici, oppure con le ditte di Milano Capitani, o la Dotti-Bernini ed a Milano stesso con la federazione nazionale Fotografi Professionisti.

Con Firenze interessante il rapporto con Guido Nonini per le carta da stampare ed i prodotti chimici per fotografia. Abbiamo ricostruito grazie alla nipote Lidia una piccola parte di questo grande artista, sicuramente il più grande ritrattista della provincia di Lecce.

Una vita spesa dietro l’obiettivo a cogliere l’attimo fuggente, il momento esatto per immortalare il soggetto per poi grazie alla tecnica del ritocco fare di ogni scatto un piccolo capolavoro da tramandare nel tempo.

Raimondo Rodia