L’appartamento del silenzio

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Gianni Verdoliva
L’appartamento del silenzio

Un intreccio di storie tra passato e presente, che a vario titolo interessa tutti i protagonisti della storia.

L’agenzia immobiliare di Regina ha da vendere una bella casa d’epoca, ma tutti i possibili acquirenti avvertono strani malesseri quando vanno a vederla soprattutto nella stanza detta della musica.

È un continuo fuggi fuggi.
Fino a quando Beppe Novari invece se ne innamora e l’acquista andandoci a vivere. È appena rimasto vedovo, con lui stanno i nipoti Marcello e Stefano, i cui genitori sono spesso via per lavoro. Tra loro c’è un forte legame e molta solidarietà e pure con lo zio.

Sulla casa definita “del silenzio “ da Regina proprietaria dell’agenzia immobiliare, ci sono dicerie misteriose, per quello che è successo nel passato a chi l’ha abitata.
Finalmente dopo 100 anni la casa rivive.
L’agenzia riesce anche a trovare al Novari una domestica, che era finita a fare la barbona, conosciuta come brava persona e accettata dal nuovo proprietario .

Sistemando scatoloni e mettendo ordine mette ordine anche nella sua vita, che finalmente trova un po’ di tranquillità.
La casa rivive, eppure c’è qualcosa di strano, nella stanza della musica appassiscono le piante, che vivono nelle altre stanze e a volte sembra di sentire delle voci, e c’è sempre un che di misterioso.
Il romanzo racconta il passato di chi ha vissuto in quella casa ed il presente di chi la abita ora.

L’agenzia viene a conoscenza che da un notaio c’è una lettera lasciata dall’ultima proprietà per chi andrà a viverci.
Una lettera che racconta tante cose, e che da consigli per come vivere in quella casa .
Intanto chi la sta vivendo non ha problemi particolari se non fosse per quella stanza della musica…

Si scoprirà il segreto della stanza e non sarà una bella sorpresa, ma dopo gli aggiustamenti del caso, fiorirà pure l’aspidistra nella stanza della musica.
È una bella storia, che appassiona per gli intrecci tra le storie passate e quelle recenti, rapporti che iniziano e finiscono,
studio e lavoro dei protagonisti.

Un continuo flashback che rende intrigante il racconto.
La scrittura è fluida, con momenti di suspence. Un bella lettura.

Anna