L’AMORE CHE MI RESTA

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Una madre, una figlia adottiva. Sono queste le protagoniste principali del romanzo di Michela Marzano.

L’autrice, con una scrittura molto intimistica che va a scavare nel profondo, fino a tirare fuori tutti i ricordi, tutte le giornate trascorse, racconta il dolore grave, insopportabile, impossibile da lenire, di una madre che perde la figlia.

Giada, questo il suo nome, adottata a sei mesi non riesce a superare il vuoto che sente dentro. Da quando, a 5 anni, la madre adottiva le ha rivelato che la sua vera identità era un’altra lei sente che, nonostante l’affetto incondizionato della sua nuova famiglia, le manca qualcosa.

Non riesce a capacitarsi del suo abbandono. E quando, dopo svariate e approfondite ricerche, non riesce a trovare il “pezzo mancante” del puzzle della sua vita, decide di farla finita.

Michela Marzano con frasi brevi, d’effetto, con uno stile narrativo rapido e, al tempo stesso, approfondito dell’animo umano, cerca di mettere nero su bianco il legame simbiotico che esite tra una madre e il/la proprio/a figlio/a. Un legame che non potrà mai essere spezzato, neanche con la morte.

Una mamma smette di vivere nel momento stesso in cui il cuore dei propri cuccioli cessa di battere, perché è un fatto contro natura. Eppure una forza interiore la sprona a “sopravvivere” per gli altri suoi affetti, a svegliarsi ogni mattina e a seguire le lancette dell’orologio che, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, ora dopo ora, la conducono alla giornata successiva.

Il tempo che passa non lenisce questo tipo di dolore, non potrebbe farlo con un pezzo del suo cuore, ma la aiuta a sopportarlo meglio, a vivere un presente costituito di ricordi, a trasformare il nero della notte in un azzurro sempre più intenso fino ad arrivare, un giorno, a vedere di nuovo il sole.

In tutto questo percorso bisogna avere la fortuna di incontrare le persone giuste che, con parole, con gesti, senza forzare troppo la mente, aiutino a superare il lutto e a tornare, pian piano, se stesse, consapevoli che quel vuoto non si colmerà più, qualunque sia il percorso seguito per uscire da questo tunnel.

Un ottimo libro, pregno di spunti di riflessione.