L’Alsazia e i suoi vini

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La Francia è, assieme all’Italia, terra eletta nella produzione vinicola. Una regione francese tra le più rinomate nella produzione vitivinicola è l‘Alsazia.

Si tratta di una terra di confine tra Francia e Germania, tante volte contesa in passato. Questa compresenza franco-tedesca, la si nota anche dai nomi dei produttori vinicoli, spesso nomi teutonici di origine, anche se in terra di Francia.

Il Reno e la Catena dei Vosgi fanno da sfondo e da barriera climatica e influiscono positivamente sulla viticoltura.

Il risultato è che quest’enclave è notoriamente un luogo di produzione di vini eccezionali.

L’origine di questa produzione agricola è molto antica, già nei primi secoli d. C. era presente. È proseguita resistendo alle invasioni dell’Alto Medioevo, diventando una produzione di pregio sotto il regno dei Merovingi e dei Carolingi.

Come in tutta Europa, la viticoltura qui si sviluppa assieme alla nascita di conventi e abbazie. Nell’843, all’interno del Trattato di Verdun, che sanciva la divisione dell’Impero di Carlo Magno, si sottolinea già quanto nella Valle del Reno sia diventata basilare la coltivazione della vite.

I vini alsaziani vengono esportati in tutta Europa durante il medioevo, anche grazie alla navigazione sul Reno. Poi, durante la Guerra dei Trent’anni e nella prima parte del 1600, guerre, pestilenze e carestia causano un rallentamento della produzione.

Nel 700 inizia la ripresa, difficoltosa. Molti testi del settore, ci raccontano come le culture si fossero spostate verso le pianure, causando perdita di qualità della produzione.

Ad un aumento tra il 700 e 800 degli ettari coltivati fino a 30.000, si accompagnò una minor qualità. Si arrivò ad una sovrapproduzione, con abbandono dei migliori vigneti, quelli collinari.

Ma il colpo di grazia lo diede la Filossera, il terribile parassita che mise in ginocchio la produzione di vini in Europa tra 800 e 900.

La rinascita

Dopo la Prima guerra mondiale, inizio la rinascita, non senza problemi, a causa dei contrasti tra chi voleva produrre in quantità a scapito della qualità e chi invece puntava sulla qualità dei vini locali come il Riesling o il Gewùrztraminer.

Prevalse la seconda corrente, che dopo la Seconda guerra mondiale, ha portato a meno terra coltivata, al ritorno alla collina e al miglioramento netto della qualità. A testimonianza di ciò la nascita negli anni 60 e 70 di tre riconoscimenti legislativi: AOC Alsace, AOC Crèmant, AOC Alsace Grand Cru. Tre marchi di qualità dei vini alsaziani.

Le qualità morfologiche e climatiche dell’Alsazia e i suoi vitigni famosi e speciali 

L’Alsace Grand Cru è una denominazione che risponde a criteri rigidissimi e non si ottiene se non con grande attenzione, duro lavoro. I vini devono provenire da terreni selezionati e di livello superiore, devono seguire norme rigide e la resa in vigna, deve essere limitata.

I Gran Crus sono solo il 4% della produzione francese, per i motivi di cui sopra, diverso il discorso per le due AOC, che garantiscono comunque buona qualità. Per le Grand Crus, in Alsazia sono normalmente ammessi 4 vitigni vinificati in purezza: Riesling, Gewùrztraminer, Pinot Gris, Muscat.

A questi livelli si ottengono vini di qualità eccezionale e di grande invecchiamento che fanno dell’Alsazia uno dei luoghi migliori al mondo per la produzione di vini di qualità. Terreni calcarei, vulcanici ed esposizioni climatiche particolari permettono di ottenere questa qualità, frutto di studi secolari.

La Route de Vins o Strada dei vini d’Alsazia è la più antica di Francia e di estende in quasi 70 comuni e su una lunghezza di 170km attraversando borghi, castelli medievali, monasteri, filari, vigneti nei due dipartimenti di Haut e Bas Rhin.

Lungo questa strada che unisce Thann a Marlenheim si trova il fulcro, posto al centro del dipartimento di Haut Rhin, ad ovest di Colmar, la capitale del vino d’Alsazia. Qui ci sono i terreni esposti a sud est di cui si scriveva sopra e che permettono la nascita di Pinot Gris, Riesling e Gewùrztraminer eccezionali.

Tra i 200 e i 400 m.s.l.m, in terreni scoscesi ben riparati e drenati, nascono i vigneti migliori, protetti dalla catena dei Vosgi che ripara dalle eccessive precipitazioni. I terreni qui sono vari: vulcanici, calcarei, di arenaria, löss, ardesia, argillosi. Insomma dinogni genere.

Tra Bergheim e Gueberschwihr dove il clima è più secco e i terreni sono calcarei, spicca il Gewùrztraminer. Tra Mulhouse e Colmar dove i terreni sono sabbiosi e argillosi spicca la qualità del Riesling.

Vini della zona

Quasi tutti sono a bacca bianca, pochi quelli rossi.

Chassellas: un vitigno a bacca bianca. Si abbina benissimo al pesce ed è il meno diffuso ma di grande tradizione in Alsazia. Varia a seconda del terreno dove è coltivato: più floreale e acido se coltivato su terreno granitico, su terreno gassoso diventa più fruttato. La sua minor diffusione lo rende più prezioso.

Sylvaner: Ottimo se cresce in terreni sabbiosi, pietrosi è un vino particolare ideale per la carne bianca e i frutti di mare.

Pinot Gris: Vino molto morbido, secco o zuccherino con aromi di miele, muschio e speziati. Gli autunni miti e secchi permettono a questo vitigno di maturare qui divinamente, tanto da alzare il livello zuccherino con una maturazione lunga e da far avere un colore ambrato al vino. Anche questo vino è perfetto per le carni bianche ma anche per quelle di maiale.

Pinot Blanc: Vino giallo paglierino con riflessi verdognoli. Si tratta di un vino fresco, fruttato con note floreali. Il vitigno è molto resistente e garantisce una produzione regolare e ha un ottima resistenza al freddo. Si sposa bene coi formaggi freschi.

Pinot Noir: Difficilissimo da coltivare, spiegano gli enologi, ma se trova le due condizioni ideali….È l’unico vitigno rosso d’Alsazia. La superficie di produzione è in crescita e anche la varietà, ora non più solo leggera ma anche più corposa. Fruttato, ricorda more, ciliegie e lamponi. Ovviamente ottimo concarni rosse saporite e selvaggina.

Muscat: Giallo chiaro, profumato. Da consumare giovane è molto fresco e armonioso  È ideale per verdure e piatti vegetariani.

Gewùrztraminer: Vitigno aromatico nel vero senso del termine, ha un coloreintenso, giallo con riflessi dorati. Il sapore fruttato rimanda alla frutta esotica come mango, ananas ma anche spezie o agrumi. Corposo, strutturato ma anche bello fresco. Ha diverse versioni tra cui spiccano la Vendange tardive e la Grains Nobles. Di solito viene abbinato ai formaggi saporiti, al foie gras e ai piatti speziati locali. Il 20% dei vitigni alsaziani sono di Gewùrztraminer.

Riesling: Gli enologi e i maggiori sommelier raccontano di Riesling alsaziani di qualità unica, pieni e belli spinti al gusto, ma anche secchi, con un retrogusto di limone verde. Il suo luogo ideale come scritto sopra sono le colline argillose e sabbiose dell’Haut Rhin. Il colore è giallo paglierino con riflessi verdi che sembrano richiamare al retrogusto di limone verde. Rimanda anche ad aromi di pompelmo, pesca, anice, semi di finocchio e floreali. In certe versioni può essere più “minerale” e dal retrogusto lievemente affumicato. Ideale con pesce, crostacei e con cucina locale a base di maiale o crauti.

Questa è l’Alsazia dei vini. Scopriremo altre zone rinomate per le loro tradizioni enologiche. Prossima tappa in Italia: Calabria.

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Fonti:

Web: Vino in Alsazia 

Enciclopedia dei Vini di Luca Gardini, Pierluigi Gorgoni, Andrea Grignaffini, Marco Pozzali