L’allieva

0
291

Chi di voi ha visto la serie tv “L’Allieva“, tratta dai libri della giovane e brillante scrittrice Alessia Gazzola? Io sono una di quelle e ora ho iniziato a leggere i libri.

Che dire? Per quanto riguarda questo primo volume, ho ritrovato in toto i personaggi a partire da Alice, la specializzanda in medicina legale che vive un po’ nel suo mondo, con la testa spesso tra le nuvole e una curiosità spasmodica verso tutto ciò che è mistero, che la pervade.

Altro personaggio recepito perfettamente dalla serie Tv è Claudio Conforti, l’uomo bello, perfetto, che non deve chiedere mai e che ha tutte le specializzande ai suoi piedi. Vi sono poi la Wally e il “Supremo” Malcomess, a capo dell’Istituto di Medicina Legale.

Non può mancare Arthur, il ragazzo di una bellezza particolare, enigmatico e sempre un po’ sulle sue, sfuggente quanto basta a rendere una relazione complicata. Alice se ne innamora perdutamente, ma lui è l’icona del “bello e impossibile”. Come andrà a finire tra i due? Chissà se i libri saranno fedeli alla serie tv che ho visto!

Ovviamente a condire le storie dei vari personaggi c’è la morte misteriosa di Giulia Valenti che tiene alta l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine.

L’autrice utilizza uno stile narrativo incalzante, descrive con dovizia di particolare le scene che via via si susseguono e i personaggi con le loro caratteristiche, le loro manie, i loro pregi e i loro difetti.

La serie tv ha seguito abbastanza pedissequamente il romanzo e non ho trovato scollamenti particolari. Ora mi dedicherò agli altri libri. Per il momento e per chi ancora non lo ha letto, consiglio vivamente questo primo volume “L’Allieva”.

Una riflessione che voglio fare riguarda la relazione tra Alice e Arthur. I due si piacciono molto, è evidente, e si amano, ma Arthur non ci pensa due volte a cambiare lavoro e a lasciare la certezza per l’incertezza e la pericolosità di Khartoum. Fa una scelta che esclude a priori Alice. Ciò che mi sono chiesta è: come si può amare una persona se poi la si esclude a priori a fronte di una scelta lavorativa? C’è una priorità “esatta”?

Se io decido di non impegnarmi con una persona per inseguire la carriera, significa che non tengo abbastanza a lei? Che il dibattito abbia inizio!!!

Buona lettura!

Elvira