Lago di Morasco

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Loscrivodame e  @Ladolcevitaly  presentano oggi Morasco e il suo lago. Posti all’estremo nord del Piemonte nel comune di Formazza, attraversata dall’omonimo torrente.

Il paese originale, come capitato a molte località italiane nel dopoguerra, giace in fondo al lago artificiale, creato dalla diga che ha preso il suo nome.

Morasco e Formazza si trovano nella provincia piemontese di Verbano Cusio Ossola.

La diga da cui ha origine il lago è lunga 525 metri e alta 55.

Come spesso accade il paesaggio viene modificato drasticamente dalla costruzione di una diga, ma il lago con le montagne che si specchiano nelle sue acque, finisce sempre per diventare un’attrazione.

E così è stato per questo lago. La zona infatti è un punto di riferimento per gli escursionisti alpini, che vi si fermano per raggiungere i sentieri di montagna che la attraversano. Nel territorio di Morasco ci sono due rifugi di proprietà dell’Operazione Mato Grosso: il rifugio 3A, con 80 posti letto, a 2922 m s.l.m. e il rifugio Claudio e Bruno, con 90 posti letto, a 2710 m s.l.m.

Le escursioni sono dunque tra le più importanti fonti di attrazione della zona.

Tra le varie, con un dislivello di 50m, la strada che va alla Casa dei Guardiani, che si sviluppa dalla strada ai piedi della diga da dove e possibile salire a piedi fino alla Casa. SI può anche, inoltre, attraversare la diga percorrendo il muraglione fino alla parte opposta (600m). Si ridiscende sulla piana.

Dalla Piana di Riale si raggiunge anche la sommità destra del muraglione della diga di Morasco. Un altra bella escursione prevede il giro del Lago. Non è difficile e regala e paesaggi incantevoli.

“Lago di Morasco is a high mountain lake at an elevation of 1.815 m (5,954 ft) above the sea level, located in alta Val Formazza, in Piedmont, Italy.”

All’inizio del secolo scorso le valli dell’Ossola conobbero un grande sviluppo industriale. Tutto ciò anche grazie al settore idroelettrico, che maggiormente partecipò a questa grande corsa al progresso. L’industria idroelettrica attirò capitali ed uomini in questo angolo nascosto di Piemonte, al confine con la Svizzera.

Lo sviluppo di centrali idroelettriche migliorò la vita delle popolazioni locali ma causò un drastico cambiamento del territorio. La costruzione delle centrali portò ad utilizzare bacini già esistenti innalzando il livello delle acque dei piccoli laghi; in altri casi si crearono laghi nuovi.

Nella maggioranza dei casi i terreni che vennero utilizzati, ed immolati all’industrializzazione erano improduttivi. Ricordiamo però che vennero distrutti anche pascoli fiorenti come quelli sulle sponde del Lago Vannino.

La sorte peggiore toccò pero al villaggio di Morasco. Nel 1940 fu ultimata la diga, ed il paese fu definitivamente abbandonato e sommerso dalle acque, e con se anche l’oratorio dedicato a Sant’Anna e San Lorenzo. 

Il paese, di origine walser, era occupato sin dal xv secolo.Secoli di storia. Secoli di vita umana.
Secoli di natura, sacrificati in nome dell’energia elettrica.

Nelle primavere appena successive alla costruzione dell’invaso, si poteva ancora scorgere il campanile dell’oratorio. Oggi a ricordo del paese sommerso, e degli operai morti durante la costruzione della diga, resta la chiesetta posta sopra uno sperone di roccia nei pressi dell’abitato di Riale, a valle rispetto al muraglione della diga.

La valle Formazza ed i suoi abitanti, oltretutto, hanno pagato un tributo molto alto al progresso, anche per il Lago Castel e la costruzione della diga del Vannino.

Nonostante la mano dell’uomo queste zone e queste valli mantengono un fascino particolare e meritano una visita o un soggiorno di montagna e fanno parte del patrimonio paesaggistico italiano..zona ideale per le escursioni e il trekking…Fede