La vita lontana

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Paolo Pece
La vita lontana

Dora ed Elio si conoscono da studenti, partecipano insieme al movimento studentesco e sono in prima fila nelle lotte per una società “giusta”. Più carismatico lui più timida lei, ma sempre più insieme. Dopo la laurea lui comincia a lavorare, lei insegnante senza cattedra, da’ qualche ripetizione di inglese, senza che questo sia un problema. La famiglia prende sempre più forma e Dora mette al mondo due gemelli, Livio e Marzio. Gemelli diversi in tutto. Elio e Dora si aiutano , lui lavora e lei si occupa della casa e dei bambini e fondamentalmente non le dispiace, vive la “mancanza “ di un lavoro esterno con naturalezza.

Sembra una famiglia come tante, i gemelli sono impegnativi, la loro diversità è da subito evidente, uno più timido l’altro più vivace. Elio a poco a poco comincia ad essere meno presente a casa, con motivazioni vaghe di impegni, fino alla decisione di andarsene e lasciare Dora sola coi gemelli. L’allontanamento di Elio si porta appresso una scelta di un percorso di vita “spirituale “, che Dora apprenderà poco alla volta, scoprendolo durante i sempre più rari incontri e contatti.

Elio non è più presente nemmeno coi figli, che toccherà a Dora crescere. Livio fin da bambino mostra di avere problemi di socializzazione, è introverso, ma bravo a scuola, l’unico luogo in cui eccelle. Marzio tutto il contrario, socievole con tanti amici, studia ma senza impegnarsi più di tanto, soprattutto non va d’accordo col fratello che schernisce continuamente. Dora si destreggia in tutto questo come può, è una madre presente, segue i figli cercando di capire, è consapevole delle diverse necessità dei gemelli. Ogni tanto cerca il marito per confrontarsi, ma lui è sempre più “ nel suo mondo “, e’ assente per loro. Dora viene a sapere che è diventato un “ santone “ di un gruppo di religione orientale.
Man mano che i figli crescono, aumentano i problemi, si accentuano diversità e problematicità. Livio è in un “ mondo “ tutto suo, passa intere giornate a casa attaccato al pc, comincia ad interessarsi di filosofia orientale, Osho diventa il suo riferimento, rifiuta il cibo, racconta bugie. Marzio dopo la laurea invece parte per l’estero.

Dora perde anche le sue tracce. Mentre Marzio è via, con Livio, si mette alla ricerca di Elio, vanno in India, dove lui è appunto diventato un guru. Dopo mille traversie lo trovano in condizioni critiche ed in fin di vita.
Marzio, rintracciato tramite una amica, non vuole saperne nulla.
Livio peggiora sempre più, scrive un libro, che pare avere un certo successo, sulla sua vita, che fa inorridire Dora per tutte le bugie sulla sua vita e sulla sua famiglia, ma per Livio è tutto vero ed è lei che non capisce.
Nel frattempo Marzio è diventato un “ guru “ in un villaggio di palafitte in Polinesia. Dora si mette alla ricerca del figlio che non vede e non sente da qualche anno. Dopo un viaggio complicato ed inverosimile lo trova. Avviene in questo ritrovarsi una sorta di “ risveglio “ di Dora, Marzio è crudele, butta addosso alla madre tutto quello che lei pur sapendo ha fatto finta di non sapere. Le responsabilità verso Livio, verso lui che era schiacciato dai problemi del fratello ed è dovuto scappare, non avergli detto che sarebbe andata a cercare il padre e tanto altro.

Il romanzo, a volte inquietante, particolare per la forma della narrazione, lascia qualcosa di sospeso. L’autore descrive delle situazioni senza mai dare giudizi, succedono avvenimenti complessi, chi legge è spettatore e commentatore. Di fronte alla disintegrazione di una famiglia, di una certa complessità, comunque c’è ancora spazio per la vita che continua. Non è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, ma un romanzo che fa riflettere molto.

Anna Cavestri