La vita gioca con me

0
142

David Grossman
La vita gioca con me

In questo romanzo abbiamo un titolo indicativo, poiché sicuramente la vita ha riservato molti tiri mancini alle protagoniste di questo libro. Grossman ha raccontato, in forma liberamente romanzata, la storia di Eva Pani Nahir, una donna conosciuta e stimata in Iugoslavia, che era stata internata nell’isola di Goli Otok, uno dei gulag di Tito.

Eva e Grossman erano legati da una forte amicizia e lei voleva che lo scrittore trasformasse in romanzo la vicenda che aveva vissuto e che raccontasse anche la storia di sua figlia, Tiana Wages. E così l’autore ha dato vita ai personaggi di Vera e Nina, che animano questo intenso romanzo accompagnate dagli altri due protagonisti della narrazione, Ghili e Rafael.
Vera è una donna forte, profondamente viva ed energica, ha raggiunto la ragguardevole età di novant’anni e in quella occasione tutta la sua famiglia si è riunita per festeggiarla. La narratrice di questa storia è la nipote di Vera, Ghili, una donna ormai prossima alla quarantina che ci racconta della sua famiglia molto particolare attraverso un diario, quaderni scritti a mano su cui annota ricordi, idee, intuizioni, pensieri. Alla festa per il novantesimo compleanno di Vera, torna in Israele Nina, figlia di Vera e madre di Ghili, una persona tormentata ed estremamente fragile, che non ha mai superato il trauma subito a sei anni e mezzo, quando, nella Iugoslavia degli anni Cinquanta del Novecento, suo padre morì e sua madre fu internata nel campo di rieducazione sull’isola di Goli Otok.

Nina sembra essere capace soltanto di rifiutare le persone che più l’hanno amata e che le sono state più vicino: soprattutto Rafael, il suo compagno e padre di Ghili, che ha trascorso tutta la vita con l’intenzione e il desiderio fortissimo di amarla; ma anche la figlia Ghili, da lei abbandonata a soli tre anni e mezzo; e la madre, verso la quale prova un risentimento antico e coriaceo.

Eppure il legame fortissimo tra Rafael, Ghili, Nina e Vera rimane vivo e profondamente intenso, nonostante la lontananza, l’abbandono, il rifiuto, il tradimento. E quando Nina ancora una volta mostra la sua fragilità, ed è costretta a chiedere aiuto alla sua famiglia perché le sta accadendo qualcosa che non potrà affrontare da sola, i quattro decidono di intraprendere un viaggio speciale. Andranno in Croazia, nella cittadina natale di Vera e successivamente sull’isola di Goli Otok.

Un viaggio che li porterà a ricercare le loro origini e l’origine del loro legame, così indissolubile ed allo stesso tempo così carico di risentimento, segreti inconfessabili e amarezza. Potranno rievocare l’infanzia di Vera, l’amore che l’aveva unita così profondamente al padre di Nina, Miloš, ripercorrere l’itinerario che l’aveva portata sull’isola di Goli Otok, sentire la sua sofferenza, comprendere o condannare le sue scelte.

L’idea è quella di realizzare un documentario sulla storia di Vera da poter rivedere nel futuro: per non perdere del tutto la memoria del passato, per riappropriarsi finalmente delle scelte, anche sbagliate, che hanno segnato la loro vita per sempre.
Un romanzo coinvolgente, che tratta i temi della memoria e del ricordo come base per poter costruire un futuro migliore. E che fa riflettere sulla natura dei legami familiari: indissolubili, necessari ed imperfetti, sublimati e scalfiti dalla vita ma che rimangono una priorità della nostra umile umanità.
Le tre protagoniste sono tre donne, appunto: Vera, Nina e Ghili, rispettivamente madre, figlia e nipote. Tre destini differenti, tre sofferenze diverse, tre ricerche di un’identità comune perduta, che si percepisce profonda e infinita nella sua intima essenza.

Il messaggio percepito è essenziale
“Nella vita scegliere significa escludere”
Ho letto molto di David Grossman e ogni volta lui ha questa capacità di entrrmi nel profondo. Trasforma le parole scritte in sensazioni da vivere sulla pelle in prima persona.
Quei discorsi tra madri e figlie anni dopo che rendono Grossman un grande scrittore.
Lui legge dentro alle persone, le ribalta e le fa vedere anche a noi che abbiamo il dono di usufruire della sua incredibile capacità narrativa.
Un libro che è un piccolo pugno nello stomaco che lascia un livido per qualche giorno.
Con “La vita gioca con me” Grossman ci ricorda che scegliere significa escludere e vivere è un continuo, maldestro tentativo di ricomporre.
Un romanzo di intensità straordinaria, dove ogni pagina è grande letteratura.

Anna