La tua impronta ha lasciato il segno.

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La tua impronta ha lasciato il segno

Sono l’unica a sapere che è lì. E da quando c’è, un fremito di anticipazione mi attraversa l’attimo prima in cui apro la porta. Muovo un passo in avanti per entrare in camera da letto, e subito lo sguardo si incolla a quel rettangolo di stoffa a fiorellini rosa su sfondo bianco. La trepidante attesa e l’insensata paura muoiono al contatto dei miei occhi con le tue forme. Un sollievo, un sorriso, un ricordo.

Ogni giorno che passa, impercettibilmente, il tempo espande la piuma e sfuma i contorni. Ma la mia memoria ti ridisegna perfettamente lì. L’apparente casualità con cui erano sparsi i tuoi ricci, la consistenza della tua nuca abbandonata al sogno, il tuo collo di cristallo da camminare in punta di dita. Riaffiorano prepotenti le sensazioni delle mie dita fra la massa morbida e piena dei tuoi capelli. In quel groviglio di ricordi tattili e visivi i miei sensi languono. E mentre i miei polpastrelli evocano il piacere di districarti ogni ciocca, io non so districarmi in questo labirinto dove mi hai abbandonata.

Rimango immobile davanti al santuario del nostro letto. L’aggettivo nostro mi è divenuto imprescindibile. Come può essere ancora il mio, dopo che ti ho offerto riparo fra il tepore delle mie lenzuola? Quando ho trascorso un’intera notte ai suoi piedi ad adorarti?
E’ svanita la tua impronta sul cuscino ed ha lasciato un segno indelebile: l’eco della tua assenza.

Selina