La Terracotta con la ceramica un artigianato ricco ed appariscente

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Continua il nostro percorso giornaliero alla conoscenza dell’artigianato locale salentino ed oggi tratteremo due altri aspetti del nostro artigianato, parlando della terracotta e della ceramica. Il procedimento della lavorazione della creta è antichissimo. La creta, opportunamente depurata dai corpi estranei, viene tenuta costantemente umida con la sola acqua e, prima di lavorarla al tornio, l’artigiano prepara tante “pagnottine” di varia misura. Eseguito l’oggetto lo si lascia essiccare all’aria, meglio se al sole, e poi s’inforna ad una temperatura che raggiunge gli 800-900 gradi centigradi. A seconda degli impasti d’argilla, del tipo di rivestimento, dei grado di cottura, si ottiene un tipo diverso di ceramica: terracotta, terraglia, maiolica, gres, porcellana. La produzione è molto varia: vasi, anfore, pentole, pignatte, piatti, bicchieri, soprammobili. Un cenno a parte va fatto per i “pupi”, figurine umane realizzate a mano e destinate a popolare i presepi e le natività. Tutto il Salento fu centro di grande produzione di manufatti in creta, produzione dovuta alla disponibilità di materia argillosa, alle necessità domestiche e all’influenza della civiltà delle colonie della Magna Grecia.Ceramica con Gallo Una tradizione antichissima, dunque, che è continuata nei secoli fino ai nostri giorni; tanto è vero che ancora oggi ci sono aziende artigiane che lavorano la creta seguendo finiture manuali simili al passato, come l’utilizzo dell’antico tornio a pedale, della modellatura e della pittura. Non possiamo comunque dimenticare che furono i Messapi e i Dauni, nell’antichità in età preclassica, a creare uno stile di lavorazione e decorazione della ceramica, come dimostrano le trozzelle messapiche e i vasi a nastro della Daunia. La seconda esplosione di tale tecnica artigianale fu quella del Barocco, nel sei-settecento, con manufatti più elaborati e raffinati. Di origine contadina sono invece tutti quei grandi contenitori nati per conservare il più a lungo possibile i prodotti della terra: a volte mastodontici, i famosi “Capasuni”, di colore giallo caramellato o verde smeraldo intenso, sono il vero simbolo della ceramica pugliese e sono capaci di contenere fino ad un quintale di vino, olio, oppure quelli più piccoli per la conservazione di derrate alimentari . Altri simboli decorativi tradizionali sono i fiorellini blu e il gallo che, ancora oggi, ritroviamo riprodotti su numerosi piatti e coordinati per la tavola.

Raimondo Rodia