La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone. Recensione di Antonella Gagliardo

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La tentazione di essere felici 

Lorenzo Marone

Longanesi

2015

264 pp

a cura di Antonella Gagliardo 

Quando ci si innamora di un autore non si può che leggere qualunque cosa lui abbia scritto. Mi è successo con Lorenzo Marone e non potevo non conoscere anche il personaggio di Cesare Annunziata che queste pagine mi hanno presentato.

 

 

” Mi chiamo Cesare Annunziata, ho 67 anni, e per sessantadue anni e centoundici giorni ho gettato nel cesso la mia vita. Poi ho capito che era giunto il momento di usare la considerazione guadagnata sul campo per iniziare a godermela sul serio. ”

 

Cesare è un uomo che si trova nella delicata fase della vita che conosciamo con il nome di “vecchiaia”, ma non suscita biasimo nè pietá perché lui la vecchiaia se la sa gestire, diciamo così, a piccole dosi.

 

Si presenta come un uomo anaffettivo, come un padre assente, come un uomo cinico, asociale, sociopatico, come un marito ( orami vedovo) inaffidabile e infedele.

 

” Quando si arriva alla mia età, è inevitabile un bilancio della propria vita, di quello che si è fatto e si è perso, degli sbagli commessi, delle opportunità svanite. Siccome però, a me i bilanci non sono mai piaciuti, ho evitato ed evito tutt’ora di farne. Tanto hai voglia a dire, se mi buttassero sulla terra altre dieci volte, compirei sempre il medesimo percorso e cozzerei di continuo contro gli stessi scogli. La maggior parte di noi è come le formiche, segue una strada già tracciata” .

 

Ha fatto molti errori, Cesare, ma quando le ossa si infragiliscono almeno quanto il cuore, la vera natura di una persona viene a galla, nuda , spoglia di tutti gli orpelli e i fronzoli che la bella gioventù gli cuce addosso.

Egli non è ciò che appare , è molto di più ed è impossibile non innamorarsi di questo sessantasettenne napoletano, finto burbero, che reduce dai propri fallimenti, con ironia, profondità, vivacità d’emozione e con un forte senso di giustizia , si ritroverà coinvolto in una vicenda d’amore tormentata tra la sua giovane vicina di casa Emma e il marito di questa.

Cesare tirerà fuori tutto il residuo di coraggio rimastogli per affrontate questa delicata vicenda, perché c’è tanto, davvero tanto di buono in lui , anche se per quasi tutta la vita, ha cercato di tenerlo ben nascosto.

Egli si rapporterà anche con una serie di altri personaggi, che gli ruoteranno attorno.

Rapporti emozionanti, drammatici, comici, strani, passionali, sensuali.

Perché un ” vecchio” non lo è mai per da davvero sino a che la vita si fa sentire con tutti i suoi sussulti.

Probabilmente , quasi per paradosso, la vita la sentì ancora di più, in quella debolezza, in quell’ “osteoporosi” dell’anima , che te ne fanno apprezzare ogni singolo attimo, come fosse l’ultimo o quasi.

Me lo ha insegnato Cesare Annunziata con l’elenco dei suoi ” mi piace” , che alla fine del libro fanno venire le lacrime agli occhi.

 

Un libro che commuove, diverte, fa riflettere , intenerisce.

Straordinario.