La storia non sempre è scritta sui libri

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ArchiInizialmente mi ha fatto sorridere l’articolo proposto dall’ing. Vincenti, pubblicato nell’ultimo numero del ” Filo di Aracne ” . L’uscita successiva sul web dell’articolo, nel portale galatina.it, mi ha fatto pensare e stavolta sorridere amaramente, perchè a volte a pensar male ci si prende… l’attacco proviene infatti da quella che possiamo considerare la lobby del cemento locale, molto forte e radicata che vede nell’editore e nel sottoscrittore dell’articolo due protagonisti. Ma voglio rispondere all’ing. Vincenti che, la storia non sempre è scritta sui libri. Nel suo articolo confuta alcune affermazioni fatte dal sottoscritto e dall’architetto Salvatore Fiori, sulla concreta possibilità che vi sia una chiesa oppure una magione templare, in piazza Vecchia a Galatina.

Vorrei ricordare che, la storia viene spesso scritta ( diciamo sempre ) dai vincitori e che quindi, rifarsi ai documenti non sempre è il metodo migliore di ricerca. Vorrei portare ad esempio, la tanto festeggiata Unità d’Italia e la storia del Risorgimento che conosciamo attraverso i libri scolastici di storia, dove a volte non si fa riferimento alla questione meridionale nata allora e che ancora lontana dal risolversi. Oppure dei fatti legati al sacco di Otranto del 1480 da parte dei Turchi. Ma, come ben sa il nostro ingegnere Vincenti, ci sono fatti clamorosi ormai acclarati, addirittura la ri- iscrizione della storia locale, ad esempio da parte del segretario del vescovo Sanfelice di Nardò.

A volte, la realtà si trova davanti a noi, ma non riusciamo a distinguerla, infatti nell’elencazione dei segnali litici, posti nello slargo di Piazza Vecchia fatta dal Vincenti, manca non so quanto fatto apposta, alcuni segnali importanti che ci raccontano un altra storia. Oltre quelli già descritti in un mio vecchio articolo, che l’edificio è prominente sulla piazza è orientato est-ovest con facciata e porta d’ingresso a ovest, come tutte le chiese medievali è posto lungo una antica via di ingresso alla città, tipicamente templare, nei pressi della porta di un ingresso alla città ( forse in origine era addossata o appena fuori della cinta antica, intendo la precedente a quella orsiniana che la incluse molto al suo interno ), tipicamente templare. Era sul lato di ingresso alla città di una grande e antica via di comunicazione ( con Soleto ).

All’edificio sacro è contigua e comunicante la parte abitativa della mansione, anche questo tipicamente templare. Perchè a volte la storia oltre che sui documenti bisognerebbe farla osservando i luoghi che spesso parlano e ci raccontano con segnali inconfutabili che lì qualcosa è accaduto, che in quel luogo c’è qualcosa da ricordare e magari cercare e trovare per ricostruire un pezzo di storia vacante. Prospiciente infatti nella stessa piazza Vecchia vi è un edificio con lo stemma dei Vignola ed accanto ad esso il fiore della Vita, una vera è propria firma della presenza templare in quel luogo, se non basta aggiungiamo la chiesa ottagonale delle Anime del Purgatorio e la cosidetta ” Pietra Tunda ” luogo di appuntamento di duelli rusticani per salvare l’onore vilipeso, per non parlare di altri segnali esoterici come il nodo di Salomone ed il triquetra che fanno bella mostra in piazza Vecchia. Infine il Vincenti ci racconta di documenti di visite pastorali del 1500, scritti alcuni secoli dopo la fine dei Templari per mano del re di Francia Filippo il Bello nel 1308. Una bella lotta tra chi con perseveranza ed abnegazione lotta per scoprire e tirare fuori le tante evenienze storiche del territorio spesso seppellite dall’incuria del tempo e degli uomini e chi invece stenderebbe un bel velo di cemento sulla storia locale.

Raimondo Rodia

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