La stanza delle farfalle

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E’ stata una vera sorpresa la lettura del romanzo “La stanza delle farfalle” dell’autrice Lucinda Riley mancata recentemente.

La storia ha come ambientazione di fondo Admiral House, la casa dove la protagonista Posy ha trascorso la sua infanzia, dove ha cresciuto i figli Sam e Nick e dove vive tutt’ora alla soglia dei 70 anni.

Ma l’autrice affronta periodi temporali diversi: descrive la vita di Posy da bambina, i suoi studi universitari, la sua vita da adulta. E’ un continuo andirivieni. Proprio per questo motivo l’attenzione del lettore è sempre alta. La lettura è piacevole, le descrizioni eccellenti, il racconto incalzante.

La protagonista Posy non dimostra l’età che ha, è molto giovanile, piena di energia e affronta tutti i problemi a testa alta senza perdersi d’animo. Ha perso il papà quando era una bambina e questo fatto l’ha segnata molto perché lo vedeva come il suo eroe, una figura importante e fondamentale ed è stata praticamente abbandonata dalla mamma, ma ha avuto la fortuna di crescere circondata dall’affetto di sua nonna.

Ora si rende conto che la sua abitazione – che si scoprirà contenere un segreto – inizia a essere troppo grande per una persona sola. Ma voltare pagina non sempre è così facile. La sua vita è stata determinata da eventi a lei sconosciuti e solo ora, alla soglia dei settant’anni, riesce a farsi un quadro chiaro e completo di quanto accaduto quando lei era bambina e poi una giovane ragazza.

L’autrice raccontando questa storia, in realtà, mette in luce tanti aspetti. Facendoci conoscere Amy ci racconta di una donna, lavoratrice e madre di due bimbi piccoli, che si sacrifica per arrivare a fine mese sostenendo all’infinito le scelte lavorative fallimentari del marito Sam.

L’amore è sostegno soprattutto nei momenti difficili, ma fino a quando ci è consentito sopportare per non sentirci in colpa? La violenza fisica e psicologica non dovrebbe mai verificarsi. Spessò, però, per il bene dei figli ci si sacrifica.

Con Nick conosciamo, invece, un ragazzo in gamba che è riuscito a costruirsi un futuro nel mondo dell’antiquariato e che, da un giorno all’altro, si ritrova padre di una bimba di nove anni. Saprà affrontare la situazione? Rinunciare ai propri progetti, ai propri sogni non è cosa di tutti i giorni.

Posy rappresenta, infine, la signora tutta d’un pezzo che ha vissuto fino a ora in una situazione di stallo, senza mai lasciarsi andare veramente, sempre preoccupata a garantire una vita tranquilla ai propri figli, pronta a risolvere ogni loro problema, ma che finalmente capisce che anche lei ha bisogno di respiro, di affidarsi a qualcuno in grado di prendersene cura.

Attorno a loro ruotano molti altri personaggi, ognuno a proprio modo, interessante: Freddie, Sebastian, Tammy, Evie…

Sicura che rimarrete affascinati dalla scrittura di Lucinda Riley, vi auguro buona lettura!!!

Elvira