La stanza d’autunno

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di Maria Rosa Oneto

Coccolo il cuore nella bianca solitudine di questa stanza. Oltre le finestre rumoreggia il temporale. Un paesaggio colorato d’autunno, vela d’ombre tenaci le case e un il giardino tutt’attorno. La notte par già essere in agguato come un animale famelico, che di soppiatto attende la preda. Distendo le membra alla carezza del vento che entrando distratto: sparpaglia fogli, scaraventa libri a terra, facendo volare le tende sin quasi a strapparle. Sul mio ventre gioca e si diverte come bimbo che non vuole far male e neppure ferire. La sua innocenza naturale e sinfonica, rallegra la mente, libera l’anima da cattivi pensieri. Tutto è un refolo di vento. Un’ orchestra neomelodica con sprazzi di sound e rock. Lontani i raccoglitori di cotone.  L’ umido canto delle mondine, le lavandaie che sbattendo i panni al fiume si lanciavano sonetti in rima e provocazioni di fiato e gola.

Coccolo il cuore intanto che la pioggia descrive il senso del suo pentagramma.