La scoperta dell’acchiatura

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Una breve premessa, volutamente ho lasciato la data per ricordarmi indelebilmente che a partire da queste data ho scoperto due tesori umani in carne ed ossa, muscoli e cervello che mi hanno regalato un grande tesoro chiamato amicizia. Oggi domenica 30 ottobre, ultima domenica del mese, non c’è stato bisogno della sveglia per farmi alzare dal caldo tepore che si crea sotto le coperte. Uno dei motivi certamente il cambio dell’orario, siamo tornati all’ora solare, quindi le lancette quest’oggi sono state spostate un’ora indietro, qualcuno svegliandosi magari ha anche pensato di aver dormito un ora in più ( pia illusione ) le ore della dormita rimangono quelle, si sono solo accorciate le ore di luce durante il giorno. Ma quello che con gioia mi ha fatto alzare dal letto è stato l’appuntamento con l’acchiatura, un termine usato nel Salento per indicare luoghi dove si trovano i tesori nascosti.

Proprio questo il tema della passeggiata domenicale. Una ricerca determinata alla scoperta della bellezza e del tesoro nascosto da ritrovare. Così la nostra prima tappa ha visto protagonista la masseria e la chiesa cripta di S. Anna. Nel racconto abbiamo scoperto che il luogo rappresentava un centro cultuale del casale scomparso di Pisano, abbiamo parlato dei nonni di Gesù ( Anna e Gioacchino ) dell’edicola votiva in pietra con le tre generazioni scolpite S. Anna (nonna) che reca in braccio Maria giovane madre che sorregge a sua volta un Gesù bambino in pietra decapitato.

Grande impressione nell’accedere alla chiesa aperta solo in occasione della festività di S. Anna ( 26 luglio ) e negli stretti cunicoli del monastero basiliano. Poi in tema di tesori nascosti abbiamo mandato a memoria una filastrocca presente in un libro del Casotti di fine XIX secolo “ Pisano e Pisanello distrutti fur dai Mori, sotto l’altar maggiore si trovano i tesori “.

Anche la visita alla masseria con i suoi tre corpi uno del XVI secolo, l’altro del XVIII ed ultimo l’aggiunta dell XX secolo con le iscrizioni a matita sui muri delle case di tabacco, le fosse granili nascoste nell’intercapedine dei muri, la neviera, la caditoia trasformata in bagno alla turca ed altre incredibili meraviglie. Ma la nostra giornata è ancora lunga, ci aspetta già la chiesa di S. Giovanni con i suoi misteri. Dopo S. Giovanni siamo ritornati al tempo dei Messapi visitando le mura della mitica Kallìa del V secolo a.C. con ancora negli occhi il viaggio nel tempo compiuto tra segnali esoterici, giardini di delizia ed il mito messapico.

Eccoci arrivati ad un altro casale scomparso “ Tramacere “ con il suo pozzo a baldacchino, la chiesa, la masseria ed un altro prezioso pozzo nascosto, ricavato da un solo pezzo di pietra leccese sagomato a forma di goccia e poggiato all’imboccatura del pozzo. La giornata poi ci ha regalato le ultime emozioni con i due frantoi non ipogei posti su di un altura che guarda a buona parte della provincia. Ecco qui gli ingredienti di una giornata magica alla ricerca del tesoro che abbiamo più volte ritrovato nel nostro giro, la bellezza dei luoghi e delle cose del nostro prezioso Salento, una terra ricca e prodigiosa da proteggere e salvaguardare per chi verrà dopo di noi.
Raimondo Rodia