La scomparsa di Gesù Bambino

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La scomparsa di Gesù Bambino
 

È un Natale, senza sfarzi. In tono minore. Un pallido sole scende dal cielo e si inabissa, dove il mare, ancora immoto, sembra avere perso respiro. Un ambiente, da tragedia greca, spoglia i rumori, oscura le vetrine, i pochi passanti che raminghi per le strade del centro, portano addosso, ciascuno la propria pena.

Un Crocifisso di ebano nero, tutto istoriato e indorato, viene pulito a dovere e riposto in sacrestia per la prossima Processione di Paese. In Chiesa, il Presepe, con le casette, i pastorelli con le pecore, e gli omini con gli attrezzi da lavoro, le donnine che lavano al fiume, il mugnaio, piccolo come un dito, con il suo sacco di farina sono già al loro posto; accanto ad una misera Capanna, con la Vergine Maria e San Giuseppe.

La scena, è illuminata da migliaia di lucine e dalla Stella Cometa. Manca ancora Gesù Bambino, anche se il cielo è tutta una semina di stelle. Quest’anno, dovrebbe nascere prima, secondo i dettami di chi ci governa. La Chiesa, semideserta fa pensare ad una grande tomba abbandonata. I rari fedeli, con le bocche “cucite” e gli occhi, che non sanno dove guardare, ascoltano le note dell’organo, recitando il Rosario, al respiro d’incenso e fumo di candele.

Ma, quest’anno, 2020, Gesù Bambino è scomparso. Nessuno, nonostante il gran da fare, sa dove cercarlo. Ogni angolo della Chiesa e della Sacrestia, sono stati rovistati, buttando all’aria: cassetti, stipiti, tiretti. Niente da fare. Gesù Bambino non si trova. Non c’è da nessuna parte. Anche Don Giulio, l’Arciprete, preso dallo sconforto, scoppia a piangere, seduto a capo chino su di  una panca. I fedeli ormai sbigottiti e increduli parlano a voce alta, domandandosi:” Che cosa stia succedendo!” Per sedare quel gran baccano, arriva Don Ettore che cerca di tacitare i presenti e rincuorarli: “Carissimi Figli, quest’anno Gesù Bambino, sembra essere fuggito via. Lo stiamo cercando dappertutto, senza riuscirvi. Forse è stato rubato o nascosto da qualche parte!

Si vede, che in questa strana notte, Lui, non vuole proprio nascere. Abbiamo anche allertato le Forze dell’Ordine. I fedeli, inginocchiatisi, si misero a pregare ancora con più devozione, piangendo ed emanando sospiri di dolore.
All’improvviso, al Parroco, giunse una video chiamata che lo fece sobbalzare dall’emozione. Arrivava, da una zona di guerra, distrutta dalla ferocia umana. Accanto a due fanciulli seminudi e malnutriti, seduti su schegge di mattoni e pietre, nel freddo pungente della notte, Gesù Bambino, era nato, proprio a mezzanotte. In quel luogo senza pace, dove la speranza non esisteva e neppure la compassione sapeva sanare tutto il male.

Il Divino Redentore, aveva scelto di mostrarsi in quella “Capanna fittizia”, dove la Stella Cometa, misteriosamente, era venuta a distribuire: pane, carezze, dolciumi, coperte e giocattoli per festeggiare finalmente un Santo Natale: d’Amore e di Misericordia. Santo, almeno per i più piccoli e innocenti: colpevoli di vivere  tra troppi uomini violenti e infedeli!

Maria Rosa Oneto