La ruota

0
256

Igor Damilano
Cinzia Lacalamita
La ruota

Recensione a cura di Anna Cavestri

Libro scritto a quattro mani, a cui hanno assistito e in parte contribuito i partecipanti di un corso di scrittura che gli autori hanno tenuto durante il lockdown dello scorso anno.
Non è semplice definire la tipologia del libro, mi è sembrato un libro distopico, nella parte iniziale poi un libro di un percorso di consapevolezza di se stessi in modo piuttosto particolare.
L’Human Recycle è un luogo dove entra chi deve risolvere il suo enigma, la filosofia del luogo è racchiusa in questa formula:

“ Se sei e non sai, se sai e non sei.Entra nella ruota dell’oracolo. Domanda farai e risposta sarai ”

Benjamin attratto da questo arcano bussa a quella porta, la prima cosa che gli viene chiesta è quale è il suo enigma, più precisamente, visto il suo imbarazzo “ Risposta sarai, se domanda farai “ Chi sono? è la sua risposta, ma quello che l’aspettava era una vera e propria prova di forza e di nervi.
Regole ferree per chi decide di restare per un massimo di 326 giorni, mezzo litro di acqua al giorno, cibo scarsissimo, una saponetta al mese, insomma ristrettezze al massimo, una divisa della Human Recycle da indossare come tutti lì, poco spazio condiviso con gli altri, freddo d’inverno e caldo d’estate, la durata prevede un minimo di tre giorni fino a 326, a disposizione anche un notes ed una matita.

Sfida accettata fino a quando resterà “chi sono?” è il suo viaggio.
I giorni che passano sono scritti sulle bottiglie di acqua che portano, lo scorrere del tempo tempo in un posto così e con il brusio di tutti gli altri è difficile da gestire. Qualcuno non ce la fa ed esce, Benjamin quando riesce si affida al sonno, la maggior parte del tempo restante si immerge in quella che è stata la sua vita. Vita non facile vissuta in un collegio, e a volte come al rallentatore si vede e si rivede, chiedendosi il perché per ogni cosa.
Scrive fino alla fine della matita.
Vive momenti di sconforto, la voglia di abbandonare quel luogo angusto e asfissiante è come il canto delle sirene, perché si ritrova negli abissi di se stesso.
Si rincorrono storie diverse nel percorso del protagonista, che direttamente o trasversalmente hanno avuto a che fare con lui, pure un richiamo a Zeno, protagonista del famoso libro di Svevo.
Rimarrà Benjamin 326 giorni?
Quello che affronta questo libro è la ricerca di se stessi, del vero se
di ognuno come possibilità per stare sicuramente meglio con se e con gli altri. È la possibilità di togliersi di dosso orpelli più pesanti o meno, senza la paura di affrontarli per continuare ad andare avanti più leggeri e sereni.
L’esempio dell’Human Recycle non è proprio l’ideale nella vita non romanzata ma è sicuramente una metafora per dire che trovare “ chi sono?” non è un percorso tutto in discesa, anzi.
È una lettura interessante perché pone il lettore a farsi tante domande e magari anche a trovare risposte.
Interessante è anche avere associato la scrittura del libro ad un corso on-line di scrittura creativa ed essersi avvalsi del contributo dei partecipanti.
Una storia fuori dal comune e originale, la scrittura è scorrevole e si legge in breve tempo.

Anna