La rubrica meno letta? La mia!Politica-Potere–Popolo-povertà. Cosa hanno in comune?   

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Benvenuti alla rubrica meno letta, la mia ovviamente.

Me ne stavo qui a riflettere, osservando il mio caporedattore ronfare beatamente nel suo ufficio e devo dire che nel vederlo così rilassato l’ho quasi invidiato, visto che nella mia testa vive il caos primordiale e oggi, tra le mie numerose seghe mentali (elucubrazioni appare più indicato), mi è venuto in mente che ci sono parole così differenti a primo acchito, ma che hanno in comune le prime due lettere.  E ne ho stanate quattro e sono: POLITICA, POPOLO, POVERTÀ E POTERE. Queste quattro paroline per un strano gioco del destino (oppure no) iniziano tutte con PO e possiamo raggrupparle in due gruppi: Politica- Potere e Popolo – Povertà.

Quasi tutti noi, se dovessimo raggrupparle, faremo questo ragionamento.  Ma se associassimo la parola politica a popolo, molti riderebbero… però, pensandoci bene, la politica dovrebbe essere nata per essere messa a disposizione del popolo che viene definito spesso sovrano (Lo è mai stato?).

Comunque sia,  andiamo a conoscere bene il significato di questa parola.

POLITICA

Il dizionario a tal proposito dice testualmente:” La parola Politica deriva dal greco “polis” un’entità politica, sociale ed economica, ma soprattutto etico-morale. Fu Platone il primo a teorizzarla come un organismo educativo, collettivo, nei confronti del singolo, finalizzato al bene comune

Per cui tirando le fila la politica nasce per il bene comune, in questo caso il bene del paese del popolo.

POPOLO

L’etimologia di questa parola ha radice indoeuropea par- o al-   riunire, mettere insieme. Ritroviamo questa radice anche nel greco antico nella parola πλθος (plethos) = folla.

Questo ci fa concludere che il popolo è un insieme di individui riuniti sotto vari aspetti (territorio, lingua, leggi, religione, tradizioni, usi e costumi). In una parola: una comunità.  E questo credo che lo sapesse anche il mio gatto, ma per sicurezza era meglio non sottovalutare la cosa …

Per cui ora abbiamo ben chiaro che cosa sia la politica e cosa sia un popolo.

Abbiamo anche scoperto (con grande sorpresa) che la politica è nata per il bene comune del popolo e non il popolo per il bene comune della politica.

Per cui tra le due parole  c’è una affinità concreta.  Incredibile!

Ma ci sono ancora due parole che vanno analizzate per chiudere il cerchio.

Come associazione logica mi verrebbe da dire ancora una volta: politica -potere, popolo-povertà, ma se la politica nasce per il bene del popolo, come mai detiene il potere e il popolo la povertà? Le mie rotelle iniziano a girare troppo in fretta, meglio prendere il dizionario e fermarci alla parola

POVERTÀ

 “Non è ancora ben chiara l’origine di questa parola, si suppone derivi dal latino pauper  come la contrazione di pauca (poco), e pariens (che produce): “colui che produce poco” per altri significherebbe: “chi ha appena il necessario per vivere “e per altri ancora: “chi scarseggia delle cose necessarie per una normale sussistenza.”

Dunque, non ci andava il dizionario per capire che la povertà di ogni tipo, sia materiale che spirituale, è uno stato non felice nella vita di un individuo. E giungiamo all’ ultima parola,

POTERE

Potere, cita testualmente il dizionario, deriva dal verbo latino “proteo” e in particolare ad una forma arcaica dell’infinito “posse”, che è proprio potēre. Questo termine indica la capacità di “poter fare qualcosa”, ha assunto nel tempo anche il significato   di “imporre il proprio volere a qualcun altro”.

E fino qui non fa una  piega: chi detiene potere impone qualcosa al prossimo e non sempre per il bene comune… Ma il  dizionario aggiunge una postilla davvero interessante sulla parola potere, che voglio portare con forza alla vostra attenzione  e scrive: “La parola potere  rimanda ad alcune precauzioni  nell’utilizzo di questa facoltà, infatti la radice “a-” a cui esso sembra ricondurre, è la medesima che forma i termini “pane” o “padre”, suggerendo un senso di protezione ma anche di dominio, che chiunque abbia responsabilità su qualsiasi cosa o persona dovrebbe bilanciare.”

Per cui, chi ha potere dovrebbe essere come un padre responsabile e qui tutto torna a chiudere il cerchio sul perché la Politica si associ al potere … ma è davvero la finalità primaria della politica tutelare, proteggere e fare il bene comune del popolo e se tutto questo fosse davvero così, come mai la parola popolo si associa così bene nella nostra mente con la parola povertà?

Questo connubio proprio non mi va giù!

Ettore Petrolini diceva: “Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco ma sono in tanti.”

Qui occorre una soluzione per liberare la matassa e portare nel futuro una visione più ottimistica, dove i servi (la politica in questo caso) servano e i regnanti (in questo caso il popolo) regni. E per questo occorre che si utilizzi nel nostro quotidiano un’altra parola.

POSSIBILITÀ

Dal latino tardo possibilitàs derivazione di possibilis ossia “possìbile. “Possìbile dal latino possibili, de. Di posse «potere». In senso assoluto e oggettivo, detto di tutto ciò che può esistere in quanto non contraddice alle leggi generali dell’essere, o che si può verificare non essendo in contrasto con le condizioni di una particolare situazione: quindi, che può essere o avvenire, che si può avere, che può esser dato, concesso.

Ognuno di noi ha la sua possibilità e non v’ è potere, politica e povertà che tenga, dipende tutto nel saperla cogliere.

Albert Camus al riguardo diceva: “L’uomo di per sé non è nulla. È solo una possibilità infinita. Ma è il responsabile infinito di questa possibilità.”
E con questa frase passo la palla alle vostre “seghe mentali” sperando che ognuno di voi (compresa io) sappia cogliere presto la sua Possibilità.

Alla prossima.

Monica Pasero

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