La rubrica meno letta? La mia!Intelligenza ed educazione, parole rare ai tempi nostri

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Benvenuti alla rubrica meno letta,la mia.

Io e il mio gatto oggi ci stiamo annoiando parecchio e dopo aver girato tutti i canali disponibili alla tv, aver assistito a dibattiti politici, reality d’ogni sorta fino ai corteggiamenti in diretta. Ci siamo guardati un po’ schifati e abbiamo spento la tv, visto che non abbiamo percepito alcuna forma d’intelligenza né di educazione contenuta nella programmazione televisiva attuale.

Lui si è andato a sgranchire le zampe sul cornicione, io che soffro di vertigini ho preferito osservare le sue movenze dalla finestra e nel mio solito sclero mi è uscita questa domanda: ma un uomo laureato, potente o famoso è sempre anche intelligente ed educato?

Questa settimana parleremo di due bellissime parole unite spesso erroneamente agli uomini di potere, di successo e di cultura.

PARTIAMO DALL’INTELLIGENZA

Ma voi sapete che cosa significa?

Andiamo a scoprirlo nel dettaglio: La parola Intelligenza deriva dall’avverbio latino intus: dentro, e dal verbo legere: leggere. Leggere dentro

Dunque, l’intelligenza è la capacità di comprendere la realtà non in modo superficiale, ma andando oltre, in profondità per carpirne gli aspetti più nascosti. Questo mi fa pensare che l’intelligenza ci sia stata data in dotazione dalla nascita, ma solo pochi hanno avuto la voglia e la pazienza di svilupparla. Anche perché, diciamolo, essere superficiali rende la vita più leggera.

Per cui essere un uomo (o donna) colto, di potere o di successo non denota sempre essere anche intelligente ed educato. Queste parole seppur sembrino amalgamarsi bene tra loro, camminano parallele e non sempre si incontrano nello stesso individuo. Per cui come mai le persone con queste caratteristiche vengono sempre idealizzate come intelligenti ed educate?

Mia nonna aveva la seconda elementare, ma credo che non ci sia stato argomento di cui lei non abbia saputo parlare, a parte il sesso (scusa nonna). Sicuramente è stata educata bene!

Le persone intelligenti utilizzano la capacità di vedere quei dettagli spesso irrilevanti per chi è convinto di sapere… Gli intelligenti non sanno! Apprendono, imparano, cercano!  Sono dei cercatori delle profondità umane. Non si fermano alle apparenze, perché c’è sempre qualcosa che non si è capito, che manca… Jorge Luis Borges diceva: “Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza.”  E mi sento di concordare con lui: dubitare è sempre un’apertura verso verità differenti… Forse per questo, oggi, scarseggia l’intelligenza visto che la società vive solamente di stereotipi. Ci formatta alla nascita, educandoci (siamo sicuri?)  al bello e al brutto, al giusto e allo sbagliato della vita; senza spiegarci il perché dovrebbe essere così.

Qui entra in gioco la seconda protagonista del mio pezzo.

EDUCARE

Conosciamo meglio questa parola: Educare deriva dal verbo latino educĕre cioè tirar fuori ciò che sta dentro e qui vedo una certa  somiglianza con l’etimologia di intelligenza, queste due parole camminano a braccetto: educare significa tirare fuori  il nostro essere, sviluppando le nostre capacità di comprensione, ma soprattutto  intuitive.

Educare dovrebbe dare la possibilità di realizzarsi nella propria individualità. L’educare non è solo insegnare comportamenti sociali, regole e nozioni di vario genere, bensì è portare l’individuo, tramite esperienze di terzi (come l’insegnamento dei fatti storici, filosofici, narrativi, scientifici, ecc.)  a canalizzarle nella sua percezione  personale per trasformare al meglio delle sue abilità ciò che ha ricevuto e renderlo presente nel suo cammino personale.

Educare non è riempire la testa con tante parole di cui resterà ben poco… Educare è spingere a essere se stessi. Alimentare l’intuito e la percezione che hanno bisogno di essere coltivati con la conoscenza, con la cultura, ma soprattutto partendo dalla consapevolezza che ogni individuo è terra fertile, pronta ad accogliere il suo “non sapere” e occorrono buoni cultori per far crescere buoni frutti.

Sydney J. Harris diceva: “Lo scopo dell’educazione è quello di trasformare gli specchi in finestre.” L’intelligenza ha bisogno di finestre, di essere lasciata libera di spaziare, di prendere aria fresca, percepire, assimilare, curiosare…

Educare è la strada, affinché l’intelligenza possa svilupparsi dall’infanzia e restare con noi sempre…

Alla prossima, Monica Pasero.

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