La rubrica meno letta. La mia! Vivete in pace, non in polemica

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Benvenuti alla rubrica meno letta. La mia!

In queste giornate in cui i colori cambiano i nostri progetti, in cui la ripartenza nel nuovo anno appare difficile, dove tutto è incerto, v’è qualcosa di ancora più preoccupante che si sta diffondendo, forse più del virus stesso, ed è la Polemica la quale attecchisce bene sui Social media e si diffonde a macchia d’olio, soprattutto grazie a quei “Leoni da tastiera” che dietro ad un pc hanno vita facile.

Per cui a causa di questo flusso di “tuttologi”, di cui il web è stato inondato, essa incalza e diviene protagonista indiscussa di questo periodo storico che ricorderemo e tramanderemo anche nei testi scolastici; mi auguro che i ragazzi di domani non debbano davvero leggere di quanto la società di oggi sia stata presa d’assalto dall’ assoluto protagonismo a tutti costi, lasciando a casa: comprensione, compassione e buon senso, ma scendendo in guerra: polemizzando!  E non a caso parlo di guerra, visto che la parola in questione deriva dal greco: polemikos guerresco, da polemos guerra – con la radice del verbo pallo: mi lancio.   E qui si sono lanciati in un bombardamento mediatico a chi la spara più grossa, a chi in qualche modo ha l’ultima parola, ma ciò non significa che stia diffondendo Verità.

La polemica è utilizzata in ogni dove, per ogni cosa, è motivo di vendite editoriali, aumento dello share televisivo e indiscusso dei follower sui Social. Insomma, più polemizzi più sei amato, sei seguito! Un controsenso bello e buono in un mondo che dovrebbe polemizzare di meno e lavorare di più.

FATTI, NON PAROLE!

Comunque sia, questa è la società di oggi e la polemica appare l’unico modo conosciuto di dire la propria. Molti così mascherano la polemica da libertà di pensiero; ma è proprio così?

Andiamo a scoprire meglio il significato di questa parolina così dannatamente pericolosa. POLEMICA: “Controversia, piuttosto vivace, su argomenti letterari, scientifici, filosofici, politici, ecc., sostenuta per lo più attraverso una serie di articoli o di altri scritti tra persone che hanno diversità di vedute.

Già da qui dovremmo fermarci a riflettere: quando andiamo a polemizzare su determinati contesti dovremo almeno conoscere di cosa si stia parlando e non andare a dire la nostra per sentito dire. Diffondere qualsiasi nuova veduta di pensiero è lecito, ma non senza avere la minima idea di cosa davvero sia la realtà che stiamo andando a contestare.

Le fake news (riportate in siti ingannevoli acchiappalike tanto beceri come le loro intenzioni) ci sguazzano in questo campo di tuttologi che seguono il titolone della notizia, senza quasi mai aprire il link. Da tre parole lette si fanno un’idea globale e chiara di un contesto.

Tutto ciò mi fa ricordare quando a scuola, per pigrizia, si leggeva di nascosto il riassunto di un libro e nella verifica solitamente c’erano parti che nella sintesi non erano riportate…

APPROFONDIRE

Detto questo, se volete andare in guerra abbiate l’intelligenza (parola da approfondire) di munirvi di armi di alta qualità; in questo caso: approfondite le notizie e soprattutto (cosa a quanto vedo ancora difficile da capire) prima di farvi qualsiasi opinione personale, cercate di essere certi che la notizia abbia fonti attendibili.

Detto questo io e il mio gatto, che ormai è il mio redattore Capo, stamani abbiamo a lungo discusso su quanto la polemica odierna stia minando il buon senso comune e metta a rischio quel poco di civiltà che dovrebbe esserci, facendo svanire l’unità di un popolo, che dovrebbe essere rafforzata e non distrutta come invece sta avvenendo. Per questo bisogna correre ai ripari, ma visto che la polemica è come un cerino accesso in un pagliaio; sarà davvero difficile porne fine. La soluzione per cui rimane riflettere e cercare di capire che polemizzare è il miglior modo per diffondere negli animi caos e preoccupazioni non sempre reali. La polemica può essere paragonabile ad un incendio che prima scalda gli animi, li esalta con la sua forza dominatrice, ma dopo essere passata… Cosa resta?  Se non il nulla?

Occorre che ognuno di noi ritrovi l’unità, la voglia di ricostruire, limando il proprio ego, l’eccessivo bisogno di avere sempre ragione.

Oliver Wendell Holmes diceva: “La polemica mette gli sciocchi e i saggi sullo stesso piano – e gli sciocchi lo sanno.”

E con questo pensiero vi saluto, sperando che d’essere sciocchi non piaccia più a nessuno…

Alla prossima!

Monica Pasero