La rubrica meno letta? La mia! Umanità, adattamento, cambiamento

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L’intero Pianeta appare essersi destato con l’avvento del Coronavirus. Come se, prima di questa Pandemia, il mondo non avesse già tante piaghe…

Questo perché l’epidemia ha colpito non solo le popolazioni povere e emarginate, come accade spesso, ma l’intero Globo, arrivando nei paesi più civilizzati e ricchi e portandoci a comprendere che la nostra cultura, il nostro progresso, il nostro modo di vivere non ha avuto la meglio in questo caso.

Ma quando si parla di morte siamo tutti uguali, ricchi e poveri, occidentali e orientali. La morte non guarda dove vivi, cosa fai e quanto denaro tu abbia in banca, quale religione tu segua. La morte decreta, colpisce e ti porta via; giusta o ingiusta questo non sta a me definirlo.

Fatto sta, che questo periodo ha aperto in ognuno di noi visioni della vita differenti, alcuni hanno riscoperto il valore della famiglia, degli affetti veri, altri hanno compreso quanto tempo hanno perso dietro a sciocchezze e rimpianto ciò che ora, forse, non potranno più fare.

Altri hanno passato il tempo a polemizzare su chi fosse il colpevole di tutto questo e come fargliela pagare, non tenendo conto che  la responsabilità è di ogni singolo individuo, perché non esiste un colpevole per tali tragedie umanitarie, ma esiste una collettività  suddivisa in chi sfrutta  il Pianeta sottraendolo della sua originaria entità, sottovalutando che tutto ciò può minare l’intera esistenza umana; e poi chi, invece, vede ma non si ribella.

In un modo o nell’altro abbiamo tutti la nostra dose di colpa. Altri ancora hanno lavorato, lottato per il bene loro e degli altri E questi ultimi va il mio pensiero in questo articolo che porta la mia rubrica al suo “Lock-down” e tornerà, si spera, in autunno.

Nelle difficoltà solo le anime forti trovano spiragli per costruire, le altre s’accaniscono in cerca di un colpevole senza essere d’aiuto né a loro né agli altri.

Ho sentito in questi mesi di tutto e di più; informazione falsata, terrorismo mediatico, grande propaganda politica e tantissima speculazione… Ma nessuno che si sia soffermato su queste tre parole magiche: UMANITÀ, ADATTAMENTO, CAMBIAMENTO.

UMANITÀ

‘Umanità deriva dal latino humanitas ed è l’insieme di tutti gli esseri umani; l’insieme dei sentimenti positivi degli umani.”

Se questo è il significato di umanità, l’uomo per definirsi “essere umano” dovrebbe provare verso i suoi simili sentimenti di bene, amore, positività, compassione e solidarietà. Dovrebbe essere partecipe di una collettività che porta ad unirsi nelle difficoltà, anziché allontanarsi da essa.

Mark Twain diceva: “Il fatto che l’uomo sappia distinguere il giusto dallo sbagliato prova la sua superiorità intellettuale sulle altre creature; ma il fatto che egli possa agire in modo sbagliato prova la sua inferiorità morale rispetto a qualsiasi creatura che non può farlo.”

E mi chiedo dove davvero stia la superiorità della nostra specie, in che misura si possa comparare; la giusta bilancia è nell’umanità; se un uomo è umano è superiore, se non lo è… Considerando che la maggior parte degli individui porta in sé sentimenti di gelosia, rancore, rabbia, avidità e cattiveria …

Gli esseri umani scarseggiano: da che mondo è mondo, l’uomo ha sempre preferito pensare per sé, pensare alle sue necessità e qualche volta dimostrare piccoli gesti d’amore, tanto per lavarsi la coscienza, se ci fate caso solitamente sono i poveri che aiutano altri poveri.

Chi vive agiato ha meno possibilità di aiutare il prossimo! Parole senza senso le mie? No, se si leggono con la chiave giusta: le possibilità nell’essere umano sono di varie forme, come le sue ricchezze, solitamente  chi ha molte ricchezze materiali ha una grande carenza nel vedere le difficoltà altrui e ricerca nell’abbondanza personale il suo appagamento che appare sempre non bastare;  solitamente i lamenti giungono da persone che stanno bene materialmente e sono proprio loro le prime che crollano innanzi a fatti  che limitano la loro libertà e soprattutto il loro stile di vita.

ADATTAMENTO

E qui casca a fagiolo la seconda parolina magica: Adattamento, termine importante nella nostra evoluzione e sopravvivenza; il sapersi adattare a nuove situazioni è sempre difficile, soprattutto se esse ci privano delle nostre solite abitudini.

Ecthar Tolle diceva: “A prescindere da cosa racchiuda il presente, accettalo come se lo avessi scelto. Collabora sempre, non agire contro di esso. Fattelo amico e alleato, non nemico. Tutto questo trasformerà miracolosamente la tua vita.”

E sapersi adattare non significa accettare di vivere in una condizione difficile, ma prendere ciò che viene e intanto creare futuri migliori, imparando dai nostri sbagli e per farlo occorre: Cambiare!

CAMBIAMENTO

Mi piace unire questa parola a dei versi di una canzone del 1978 “Mondo nuovo” di Francesco Guccini, mai così attuale in questo periodo, “Siamo di un’era in transizione fra una civiltà quasi finita ed una nuova inconcepita.”

E forse è qui il succo di tutta la questione; l’epidemia che ha colpito il mondo è solo una delle tante tragedie globali che stiamo vivendo, chi più chi meno, la morte ci spaventa e ci mette in allarme; meno la deforestazione, le guerre lontane, lo scioglimento dei Poli, i tanti poveri sui cigli delle strade e tutte le altre calamità naturali e sociali che appaiono non toccarci, ma che stanno sgretolando sempre più il nostro habitat.

Molti in queste situazioni si affidano al loro credo, altri colpevolizzano il loro Dio che appare averli dimenticati, ma nessuno sembra volersi assumere le proprie responsabilità.

Il Coronavirus ha cambiato le nostre abitudini, i nostri rapporti sociali, ma forse in questa grande tragedia umanitaria, che è solo una della tante esistenti, voleva lanciarci un messaggio ben chiaro e forte: “Siamo esseri passeggeri, un soffio e non ci siamo più e sarebbe ora di ricordarselo”.

La fuggevolezza dell’esistenza umana è nota a tutti eppur solo quando la tragedia ci tocca da vicino ricordiamo l’importanza del dono.

Umanità, adattamento e cambiamento sono le porte per giungere al nuovo mondo.

Buona estate a tutti!

Monica Pasero